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	<title>Associazione Culturale - Palazzo Tenta 39</title>
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		<title>Il Laceno diventa capitale degli sport invernali</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[19.05.2012, Ottopagine - La Uisp scommette sull’Irpinia ed in particolare sul Laceno. Dopo il Giro d’ Italia, il master che ha coinvolto trecento maestri di sci provenienti da tutta Italia, ora è la volta degli amanti dello sport. Saranno in cinquecento a ritrovarsi sull’altopiano dal 14 al 17 febbraio del prossimo anno. L’annuncio ieri mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il Comune di Avellino, che ha preceduto il primo sopralluogo logistico agli impianti e alle strutture ricettive. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>19.05.2012, Ottopagine</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-24107 colorbox-24106" title="laceno" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/laceno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />La Uisp scommette sull’Irpinia ed in particolare sul Laceno. Dopo il Giro d’ Italia, il master che ha coinvolto trecento maestri di sci provenienti da tutta Italia, ora è la volta degli amanti dello sport. Saranno in cinquecento a ritrovarsi sull’altopiano dal 14 al 17 febbraio del prossimo anno. L’annuncio ieri mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il Comune di Avellino, che ha preceduto il primo sopralluogo logistico agli impianti e alle strutture ricettive. <span id="more-24106"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa è realizzata dalla Uisp in collaborazione con il Comune di Bagnoli Irpino ed ha visto anche la partecipazione della Regione Campania. “Innamorati della neve”, questo il titolo dell’evento che si terrà per la prima volta sulle cime del Rajamagra. Arriveranno da tutt’Italia per partecipare a giochi, tornei e alle gare riservate. Una kermesse rivolta a tutti gli amanti della neve e agli appassionati degli sport invernali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quattro giorni, dunque, il Laceno diventerà ancora una volta capitale del turismo in Campania. Si tratta, così come è stato spiegato dal presidente nazionale della Uisp, Filippo Fossati, e dal primo cittadino di Bagnoli Irpino, Nello Chieffo, «di un’altra occasione per mettere in mostra le ricchezze naturali,a rchitettoniche, sportive e gastronomiche del Laceno».</p>
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		<title>Valorizzando la neve del Laceno,si valorizza l&#8217;Irpinia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 07:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[19.05.2012, Irpinianews - Può sembrare una utopia ma ormai intorno all'Altopiano del Laceno versione invernale si stanno inesorabilmente accendendo i riflettori. Perchè il luogo è bello, e soprattutto perchè si risparmia. E di questi tempi non è cosa da poco. E programmando in tempo anche le manifestazioni, non può che far comodo a ristoratori e albergatori. L'Uisp grazie all'interessamento di Ivo Capone ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>19.05.2012, Irpinianews</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-24098 colorbox-24096" title="lago-laceno-gennaio-2012" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/lago-laceno-gennaio-2012-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Può sembrare una utopia ma ormai intorno all&#8217;Altopiano del Laceno versione invernale si stanno inesorabilmente accendendo i riflettori. Perchè il luogo è bello, e soprattutto perchè si risparmia. E di questi tempi non è cosa da poco. E programmando in tempo anche le manifestazioni, non può che far comodo a ristoratori e albergatori.<span id="more-24096"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Uisp grazie all&#8217;interessamento di Ivo Capone, dal 14 al 17 febbraio 2013 organizzerà una manifestazione “Innamorati della neve. A Laceno lo sportpertutti”. Idea migliore non poteva esserci: visto la festività di San Valentino (e San Modestino, il patrono per Avellino). Al tavolo c&#8217;erano davvero tutte le istituzioni: dal Presidente della Provincia di Avellino Cosimo Sibilia, al sindaco della città di Avellino, Giuseppe Galasso, a quello di Bagnoli Aniello Chieffo. Ma anche i Presidenti della Uisp Nazionale Filippo Fossati, regionale, Antonio Mastroianni, e provinciale Carmine Soricelli; il Presidente Uisp Area Neve, Bruno Chiavacci, il consigliere Regionale Rosetta D’Amelio; il Presidente provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, per l’Ept di Avellino, Giulio Nigro, l’amministratore della Giannoni sas, la società che ha in concessione gli impianti di risalita del Laceno, Rosaria Mosca, il direttore degli impianti, Pietro Pagnini, il delegato Uisp di Lioni, Pietro Odelanti, e i rappresentanti delle associazioni sportive La Tartaruga e Sci Club di Ariano Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questa manifestazione è una scommessa del gruppo dirigente Uisp della Campania. L’associazione è molto presente in tutto il territorio, ha iniziato anche un percorso a Lioni. È giunto il momento di investire concretamente sulla crescita sportiva della provincia di Avellino &#8211; annuncia Ivo Capone &#8211; .</p>
<p style="text-align: justify;">Laceno è un luogo che viene apprezzato soprattutto dal senatore<strong> Cosimo Sibilia</strong> che con la sua amministrazione ha puntato molto dal punto di vista turistico &#8220;dobbiamo migliorare sempre di più i servizi a disposizione, per intercettare anche le richieste più esigenti di chi, per ora, preferisce località come Roccaraso. Con il Giro d’Italia, tenutosi proprio al Laceno, abbiamo dimostrato che siamo all’altezza di poter organizzare eventi di grande portata, e iniziative come questa, nate dalla partecipazione di tutti, sono importanti per la rinascita delle nostre zone, le rendono maggiormente competitive&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lo sport è un diritto di tutti, infatti. Non esistono solo i “campioni”: ed è questo l’impegno che la Uisp porta avanti ormai dal ’48 – interviene Fossati – Per la prima volta puntiamo alla Campania per gli sport invernali, e sostanzialmente lo facciamo per due ragioni. La prima, è la possibilità che durante queste giornate vengano coinvolte davvero tutte le età: tutti possono e devono fare sport, e non solo guardarlo. E il Laceno offre la possibilità di organizzare le più svariate attività in una cornice ambientale bellissima, mettendo a disposizione prodotti tipici di notevole qualità. Non servono 60 km di pista per offrire un po’ di sano divertimento attraverso lo sport. La seconda ragione, è da riscontrare nella grande sinergia che c’è stata tra le istituzioni e tutti gli organizzatori, in linea con lo scopo primario per cui nasce la Uisp: unire a partire dallo sport, e farne un fattore di socializzazione. Il gruppo dirigente campano ha idee sempre nuove e stimolanti, e questa ci ha spinti a scommettere ancora di più sul territorio».</p>
<p style="text-align: justify;">Durante “Innamorati della neve” si potranno fare un sacco di attività: dallo slalom allo snowboard, fino alla camminata con le ciaspole o alla semplice escursione a piedi, nella natura. Per<strong> il sindaco di Bagnoli Chieffo</strong> &#8220;il localismo è un limite, che può essere superato solo dalle sinergie, come abbiamo già dimostrato con gli ottimi risultati del Giro d’Italia&#8221; per il sindaco di Avellino Galasso «valorizzando la neve del Laceno, valorizziamo l’intera Irpinia, quella turistica, gastronomica e culturale».</p>
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		<title>Marco Pantani: indimenticabile pagina della storia del Giro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 18:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[19.05.2012, Articolo di Jessica Patrone (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012). Animo fragile e tenacia di campione. Le vicende della vita del Pirata. Inutile ribadire lo status di campione che spetta a Marco Pantani sin dagli esordi, attributo con il quale ancora oggi lo ricordano amici, tifosi, colleghi, ma anche chi di questo sport non si intende. Poche sono le parole chiave del grande successo del ‘Pirata’: talento, caparbietà, tenacia. Già nel 1994 con la partecipazione al Giro d’Italia, Pantani dava prova del suo talento con la memorabile vittoria della tappa di Merano e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">19.05.2012, Articolo di Jessica Patrone</span></strong> (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/marco-pantani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24061 colorbox-24057" title="marco-pantani" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/marco-pantani-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Animo fragile e tenacia di campione. Le vicende della vita del Pirata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inutile ribadire lo status di campione che spetta a Marco Pantani sin dagli esordi, attributo con il quale ancora oggi lo ricordano amici, tifosi, colleghi, ma anche chi di questo sport non si intende. Poche sono le parole chiave del grande successo del ‘Pirata’: talento, caparbietà, tenacia.<span id="more-24057"></span> Già nel 1994 con la partecipazione al Giro d’Italia, Pantani dava prova del suo talento con la memorabile vittoria della tappa di Merano e la collocazione al secondo posto nella classifica generale. Un traguardo non indifferente per un ventiquattrenne alla sua seconda partecipazione al Giro, ma bisogna riconoscere che si tratta di un giovane nato per vincere e la prova sta nel fatto che in quello stesso anno Pantani è protagonista anche del Tour de France dove si piazza al terzo gradino del podio finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia i momenti lieti cedono presto il posto al dispiacere: a partire dal 1995 la forza fisica e interiore del campione sarà messa ripetutamente a dura prova. Si comincia dall’ impossibilità d i partecipare al Giro a causa di un incidente con l’auto che lo tiene lontano dalla strada in attesa del Tour de France. Anche qui, però, la gara non parte esattamente col piede giusto, infatti, solo dopo una serie di ritardi nella prima parte della corsa, Pantani riuscirà a recuperare con la scalata dell’Alpe d&#8217;Huez il 12 luglio e successivamente, con la vittoria a Guzet Neige, sui Pirenei. Nonostante il notevole recupero, però, il Tour del Pirata si può per quest’anno dichiarare concluso in quanto, scosso dalla perdita del compagno Fabio Casartelli a seguito di una brutta caduta, Pantani non sarà più in grado di proseguire il Tour con la giusta lucidità.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli inconvenienti sembrano proprio non voler abbandonare il campione, che nel mese di ottobre, sulla discesa del Pino Torinese, viene investito da un fuoristrada che viaggiava in senso contrario sulla sede di gara durante la Milano-Torino. Sarà questa una nuova occasione di stop forzato che durerà per tutto il seguente anno 1996. Il ritorno in sella del 1997 sembra essere quello giusto, infatti il campione entra a far parte della nuova squadra Mercatone Uno, ideata e fortemente voluta da Luciano Pezzi che credeva profondamente nelle potenzialità del ragazzo di Cesenatico. Ancora una volta, però, una banale caduta dalla bici causata da un gatto costringe Pantani ad abbandonare il Giro. La ripresa questa volta è veloce e nell’estate il campione partecipa al Tour classificandosi al terzo posto riportando diverse vittorie tra cui la memorabile scalata all&#8217;Alpe d&#8217;Huez: record storico 37 minuti e 35 secondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è giunti allora al 1998, un anno di festeggiamenti per l’Italia del ciclismo e soprattutto per Marco Pantani. La corsa del Giro lo vede questa volta svantaggiato dalla scarsità delle tappe in montagna, il Pirata deve perciò concentrarsi molto sui recuperi in salita sì da compensare la sue debolezza nelle prove contro tempo. Prima meritata maglia rosa della carriera arriva a Pantani al termine della frazione di Selva di Val Gardena. La successiva tappa dell&#8217;Alpe di Pampeago si conclude con un nulla di fatto perché sulla salita finale a scattare sono lui e Tonkov e l&#8217;arrivo è conquistato dal russo. Decisivo è invece lo scontro seguente sul Plan di Montecampione quando Tonkov deve cedere al ritmo imposto dal Pirata negli ultimi chilometri di gara. La vittoria del Giro è ormai nelle mani di Pantani. I festeggiamenti sono poi destinati a continuare con la vittoria del Tour de France dello stesso anno, il primo italiano a trionfare in Francia dopo Gimondi nel 1965. Il Pirata parte con cinque minuti di ritardo da Jan Ullrich, ma la rimonta non tarda ad arrivare in occasione della tappa di Plateau de Beille. La vera impresa è, però, datata 28 luglio 1998 e porta il nome di Les Deux Alpes quando il nostro campione, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, porta a casa la maglia gialla. La vittoria del Tour è ormai nelle mani del Pirata che superate difficoltà e sfortune è riuscito ad aggiudicarsi la doppietta Giro-Tour.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile ottenere risultati migliori, eppure l’anno successivo sembra iniziare con una nuova serie di successi. Pantani partecipa al Giro del 1999 più in forma che mai, conquistando una serie di vittorie: prima il Gran Sasso, poi la salita di Oropa, ancora il dominio continua sull’Alpe di Pampageo e Madonna di Campiglio. La maglia rosa sembra spettare di diritto al giovane Cesenatico. Tuttavia le cose cambiano per il campione la mattina del 5 giugno quando vengono resi pubblici i risultati dei controlli della tappa del giorno precedente. Marco Pantani viene allontanato dal Giro a causa di un livello emacrotico troppo elevato nel sangue (52% a fronte del limite massimo del 50%). Questa vicenda, per altro mai chiarita fino in fondo, segnerà non poco la vita del ciclista che intanto decide di non partecipare al Tour di quell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">La lontananza dalla sella sarà dopo questo episodio causa di una profonda crisi depressiva, peggiorata poi dall’uso di cocaina. Messa da parte la dipendenza, in una discreta forma fisica, Pantani si presenta al Giro del 2000. Le sue performance non sono più quelle di una volta e la sua bravura viene seriamente messa in dubbio. Consapevole di non poter vincere il Giro, Pantani si fa da parte nella squadra del Mercatone Uno lasciando il ruolo di capitano a Garzelli e limitandosi a un&#8217;unica classificazione al secondo posto che lascia un po’ sperare i suoi tifosi. Il vero obiettivo del Pirata per quest’anno è il Tour dove si troverà a tener testa al giovane americano Lance Armstrong. Il primo successo lo riscontra sul Monte Ventoux ed è in quest’occasione che sancisce la sua ostilità verso l’avversario che dopo la gara aveva dichiarato di aver volontariamente lasciato vincere l’italiano. La rabbia provata da Pantani si traduce nella tenacia di un tempo che lo condurrà a una grande vittoria nella tappa di Courchevel, il 16 luglio. Si tratta dell’ultima vittoria da professionista per Marco Pantani.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione al Giro dell’anno successivo risulta in effetti priva di risultati e si conclude con un ritiro alla diciannovesima tappa. La sua serietà è però sempre messa alla prova dai continui controlli antidoping, dai quali risulterà sempre pulito, ma soprattutto dal suo coinvolgimento in un processo per frode sportiva intentato nei suoi confronti per fatti risalenti al 1995, nel quale sarà prima accusato, poi assolto. Clima di certo non sereno, che ancora non gli consente di ritrovare la tranquillità per tornare a correre. Non invitato al Tour del 2001, Pantani rimarrà fermo anche per il successivo 2002. Dopo una classificazione al quattordicesimo posto nel Giro d’Italia del 2003, il mondo del ciclismo sbatte definitivamente le porte in faccia a Marco Pantani, quell’uomo che aveva dedicato la sua vita alla bicicletta e che ora, senza la sua sella, veniva risucchiato da un vortice di solitudine, depressione, e cocaina. Schiavo della dipendenza, incapace di risollevarsi dopo i recenti insuccessi, il 14 febbraio 2004 Marco Pantani muore per overdose di cocaina in una stanza del Residence &#8220;Le Rose&#8221; di Rimini, ponendo così tragicamente fine, a soli 34 anni, alla storia di uno dei più amati campioni della storia dello sport. È così che si è spento il campione, simbolo di tenacia e resistenza, capace di rimettersi in piedi nonostante incidenti e difficoltà, piegato da una fragilità d’animo che nessuno avrebbe immaginato, neppure i suoi tifosi, quelli che non avevano smesso di credere in lui nonostante la sua professionalità messa in dubbio e la sua carriera giunta al termine. La sua è stata una crisi umana ed esistenziale incolmabile, nella quale si è ritrovato suo malgrado e dalla quale nessuno è stato in grado di sollevarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo dai nervi d&#8217;acciaio, che poteva reagire in mille modi diversi e invece ha scelto il peggiore sopraffatto dalle sue emozioni e dalle sue paranoie. Essendosi sempre dedicato con passione al suo sport, non era effettivamente mai riuscito a reggere la vergogna di essere classificato come un “dopato” e a causa di questo sdegno non era più riuscito a risollevarsi. Il mito Pantani si è così tristemente spento, ma il ricordo delle doti di corridore del Cesenatico rimane vivo nei ricordi degli appassionati del ciclismo e non solo. Definito uno degli sportivi italiani più popolari del dopo guerra, detentore di primati che rimangono ancora oggi imbattuti, il nome di Marco Pantani rimarrà scritto in modo indelebile nelle pagine della storia sportiva della nostra Nazione e se vogliamo del nostro Comune. Ancora oggi si ricorda il passaggio di Marco in sella alla sua bici per le vie di Bagnoli e poi dritto verso la scalata fino a Laceno; il percorso prevedeva, infatti, come quest’anno, una tappa proprio presso l’Altopiano. Pantani non risultò vincitore in questa occasione, ma è bastata la sua fama di campione a impedire che i bagnolesi dimenticassero quel 22 maggio 1998.</p>
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		<title>Laceno e il Giro: la tappa del 22 Maggio 1998</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 18:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Articolo di Cinzia Frasca e Gerarda Di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[fuori dalla rete]]></category>
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		<category><![CDATA[la tappa del 22 Maggio 1998]]></category>
		<category><![CDATA[Laceno e il Giro]]></category>

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		<description><![CDATA[19.05.2012, Articolo di Cinzia Frasca e Gerarda Di Giovanni (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012). La storia. Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada ideata dal giornalista Tullo Morgagni, che si svolge ogni anno lungo le strade italiane. Fu istituito nel 1909 e da allora  si è sempre  disputato  salvo per le interruzioni durante la  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>19.05.2012, Articolo di Cinzia Frasca e Gerarda Di Giovanni</strong></span> (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012).</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>La storia</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-24049 colorbox-24047" title="Laceno-tappa-22maggio1998" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Laceno-tappa-22maggio1998-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></strong>Il Giro d&#8217;Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada ideata dal giornalista Tullo Morgagni, che si svolge ogni anno lungo le strade italiane. Fu istituito nel 1909 e da allora  si è sempre  disputato  salvo per le interruzioni durante la prima e seconda guerra mondiale. 111998 fu l&#8217; ottantunesima edizione della così anche detta &#8221;Corsa Rosa&#8221;. La partenza fu a Nizza e l&#8217;arrivo  a Milano, il Giro si svolse  in 22 tappe per un percorso di circa 3811,6 chilometri. Quell&#8217;anno il Giro fu vinto da Marco Pantani, il quale trionfò dopo un avvincente duello con Pavel Tonkov, risoltosi nella  tappa  di Plan  Montecampione, dove  il romagnolo scattò continuamente nell&#8217;ultima ascesa staccando il suo tenace avversario solo a tre chilometri dal traguardo. Zuelle, che sembrava  avere in pugno la corsa, calò sulle Alpi  e terminò il giro  a più  di  mezz&#8217;ora da  Pantani.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>22 Maggio 1998: Sesta tappa Maddaloni- Lago Laceno </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La grande tappa dell&#8217;81o edizione, Maddaloni- Lago Laceno, rappresentò il primo  importante appuntamento con  la montagna dei cinque in programma, oltre ad essere anche l&#8217;unica tappa di montagna del Sud, per un percorso di oltre</p>
<p style="text-align: justify;">150 chilometri e 40 in salita tra il valico del monte Taburno, quello di Faggio e il valico di Lago Laceno, ove si concluse la prima tappa impegnativa del Giro. La tappa fu molto animata, con diversi attacchi già dai primi chilometri; negli ultimi quattro piani, Zuelle mostra tutta la sua ottima forma e le sue doti da cronoman, riuscendo a difendere l&#8217;esiguo vantaggio  e guadagnando anche altri secondi trionfando solitario a Laceno.  Nell&#8217;ultimo chilometro di salita Zuelle accelera  in maniera decisiva  e leva di ruota Leblanc e Pantani, Zuelle conquista così la maglia rosa tolta a Bartoli: Pantani, Quelle, Bartoli e Leblanc regalano  non poche emozioni,  a tutti gli appassionati, con scatti, fughe e un testa a testa fmale davvero avvincente. A Laceno si ripropone la stessa scena del 1976 quando a salire sullo scalino più alto del podio  fu sempre  uno straniero, De Vlaemnick, mentre la maglia rosa passò da Moser  a Gimondi. La tappa di Laceno rappresenta  il primo momento di difficoltà per Pantani. Essere staccati da Zuelle in salita ha rappresentato una bella batosta sul piano psicologico,  per lui che era il più forte scalatore  del mondo.   Ma in fondo Pantani non era mai andato bene nelle prime salite dei Grandi Giri. Fu un grande  evento  per tutta l&#8217;Irpinia, attraversata da una carovana di oltre milleduecento persone, la quale ricordano che gli ultimi  9 chilometri da Bagnoli  a Laceno  furono davvero avvincenti con Pantani, il quale tentò il colpaccio, superato poi dall&#8217;elvetico  che riuscì a tagliare il traguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Laceno in rosa, gli eventi organizzati per l&#8217;occasione </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Bagnoli e Laceno si prepararono  al meglio a ricevere per la seconda volta il Giro d&#8217;Italia. Tante manifestazioni furono realizzate anche in quell&#8217;occasione. Al ricevimento finale offerto a Laceno, presso il Caliendo Pub, dall&#8217;amministrazione comunale alla stampa e ai tanti ospiti presenti,  si aggiunsero altri eventi  svoltisi  durante  tutto l&#8217;arco della giornata. Nella mattinata  in piazza Leonardo Di Capua, vi fu uno spettacolo  con la partecipazione dei mimi. Durante la tappa gruppi folcloristici locali si esibirono affiancati da diversi acrobati e simpaticissimi saltimbanchi. Fu allestita  dalla Pro Loco,  per l&#8217;occasione una mostra fotografica, si realizzò in collaborazione con  la Confommercio di Avellino  il concorso:  vetrina  rosa, un premio  al miglior  addobbo  fra tutti i locali commerciali della  zona  e vinto  in quell&#8217;occasione dal ristorante Lo Spiedo.  Le manifestazioni  si conclusero a Laceno presso il Grand Hotel Grisone, dove il primo cittadino dell&#8217; epoca, ilProf. Attilio Meloro, consegnò al patron del Giro Castellano una targa ricordo. Castellano particolarmente soddisfatto, sia per l&#8217;ospitalità che per l&#8217;organizzazione, consegnò simbolicamente una maglia rosa al presidente della comunità montana Terminio-Cervialto.</p>
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		<title>Raffaele Pallante e il mondo del Ciclismo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:26:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18.05.2012, L'intervista di Emanuele Di Capua (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012). Raffaele Pallante (nella foto) è uno di quei ragazzi cresciuti con il mito di Marco Pantani. Lui come diversi suoi coetanei, dopo la tappa del 1998 conclusasi a Laceno, cercarono di emulare le gesta del Pirata di Cesenatico. Raffaele entrato nel circuito del ciclismo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Raffaele-Pallante1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24000 colorbox-23996" title="Raffaele-Pallante" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Raffaele-Pallante1.jpg" alt="" width="167" height="277" /></a>18.05.2012, L&#8217;intervista di Emanuele Di Capua</span> </strong>(da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raffaele Pallante</strong> (nella foto) è uno di quei ragazzi cresciuti con il mito di Marco Pantani. Lui come diversi suoi coetanei, dopo la tappa del 1998 conclusasi a Laceno, cercarono di emulare le gesta del Pirata di Cesenatico. Raffaele entrato nel circuito del ciclismo professionistico, ha dovuto abbandonare a causa di un infortunio. Oggi Raffaele è un giovane di 26 anni, che ha trovato fortuna lontano dal suo paese natio, e quando siamo andati a cercarlo per quest’ intervista, entusiasta ha accettato di raccontarci il “suo” mondo. <span id="more-23996"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata la sua passione per il ciclismo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclismo è una passione che si ha dentro dalla nascita, la mia si è sviluppata nel lontano 1998 quando il compianto e grande Marco Pantani vinse il Giro d&#8217;Italia, le sue imprese mi emozionarono talmente tanto da farmi iniziare l&#8217;attività di ciclista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che campionati e in che competizioni ha gareggiato? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella mia carriera ho partecipato a diverse gare di livello Internazionale, oltre a quelle di carattere Nazionale, come Campionati Italiani, Giri a tappe e Campionati Regionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto e come si allenava ? Seguiva una dieta particolare? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi allenavo tutti i giorni da Novembre ad Ottobre, variando gli allenamenti e i chilometri in base al periodo e gli impegni delle gare stagionali. Certamente per fare l&#8217;atleta si deve seguire una corretta alimentazione ricca di carboidrati e proteine.</p>
<p style="text-align: justify;">Come era retribuito un ciclista del suo livello?</p>
<p style="text-align: justify;">Un ciclista Elite- Under 23 ha dei rimborsi spese e dei premi in denaro nelle gare , oltre ad avere un ritiro dove vivere con i compagni di squadra pagato dalla società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è stato il momento più bello della sua carriera? Il peggiore? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo con enorme piacere la mia prima partecipazione ad un giro a tappe da Under 23, che fu il “Giro del Friuli” un&#8217;esperienza bellissima . Il peggiore momento inevitabilmente è il forzato stop alla mia carriera agonistica avvenuto nel 2010.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come mai si è trovato proprio in Toscana a fare il ciclista?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La toscana è la “Madre” del Ciclismo, al momento che mi si presentò l&#8217;occasione di poter approdare in una squadra Toscana che mi contattò per entrare nella sua rosa come passista-scalatore, fu enorme orgoglio per me. La squadra in questione è la storica “U.S. Francor” di Levane dove negli anni passati militarono grandi atleti come Colagè, Chioccioli, Trapè, Mealli, Cipollini Cesare fratello di Mario e molti altri, al timone della Fracor da ormai oltre 50 anni c&#8217; è l&#8217;intramontabile Ezio Mannucci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vostra vita come è stata influenzata da questa carriera? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La “vita del Ciclista” è una vita fatta di regolarità e genuinità nel vivere, molte persone li chiamano “sacrifici” ad oggi posso dire che ti venivano tolte molte cose come le uscite con gli amici, le serate in discoteca e i divertimenti in generale, mi ha portato lontano dalla mia famiglia ma mi ha dato molti insegnamenti preziosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è il mondo del ciclismo visto da dentro? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un mondo bellissimo, che ti fa viaggiare e ti fa conoscere molte persone diverse, è una vera propria scuola di vita, fatta di gioie e dolori, ma che ti dà una maturità che solo questo sport sa darti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa pensa del doping e di coloro che ne fanno uso? È molto diffuso secondo lei? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il doping purtroppo come si sente in tv e si legge sui giornali è una macchia diffusa in molti sport, ma per fortuna ai nostri giorni molti sono i metodi per smascherare i cosiddetti “furbi” che ne fanno uso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il rapporto tra il ciclismo e i bagnolesi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un buon rapporto, purtroppo da noi non si organizzano molte gare ciclistiche di livello medio- alto.</p>
<p style="text-align: center;">______________________________________________________________</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>La foto</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Raffaele-Pallante-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24001 colorbox-23996" title="Raffaele-Pallante-2" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Raffaele-Pallante-2.jpg" alt="" width="296" height="390" /></a><br />
 </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Cambia il vescovo e il Santo non si inchina più sotto la casa del boss</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 14:26:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18.05.2012, La notizia (da "ilfattoquotidiano.it") - Dopo le polemiche degli ultimi mesi – con il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio che a gennaio scorso ha abbandonato la processione del patrono della città, San Catello, per protestare contro l’inchino della statua a Renato Raffone detto ‘Battifredo’ – anche la Chiesa si schiera. Nei giorni scorsi Don Franco Alfano (già Vescovo della diocesi S.Angelo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>18.05.2012, La notizia</strong></span> (da &#8220;<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/camorra-cambia-vescovo-santo-inchina-sotto-casa-boss/197302/">ilfattoquotidiano.it</a>&#8220;)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/camorra-cambia-vescovo-santo-inchina-sotto-casa-boss/197302/"><img class="alignleft size-medium wp-image-24043 colorbox-24042" title="il-vescovo-alfano" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/il-vescovo-alfano-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo le polemiche degli ultimi mesi – con il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio che a gennaio scorso ha abbandonato la processione del patrono della città, San Catello, per protestare contro l’inchino della statua a Renato Raffone detto ‘Battifredo’ – anche la Chiesa si schiera.<span id="more-24042"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi <strong>Don Franco Alfano (già Vescovo della diocesi S.Angelo-Conza-Bisaccia, ndr)</strong>, appena insediato a capo della diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, aveva dato disposizioni perché il santo non fosse fermato sotto la casa di Battifredo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, pochi metri prima del balcone dell’anziano boss, il vescovo si è spostato sotto al gonfalone del sindaco e dietro la statua per controllare l’operato dei portatori. E loro, per la prima volta, non si sono fermati di Andrea Postiglione</p>
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		<title>&#8220;A Laceno lo sportpertutti&#8221; &#8211; Si presenta l&#8217;iniziativa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:09:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18.05.2012, La notizia (Il Corriere) - La Uisp scommette sull'lrpinia ed individua nel Laceno la location per l'organizzazione di una manifestazione sciistica nazionale.  Oggi alle ore 11.30 presso la sala stampa del Comune di Avellino, si terrà un incontro con i giornalisti per illustrare i dettagli della manifestazione "Innamorati della neve. A Laceno lo sportpertutti" che si svolgerà dal ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>18.05.2012, La notizia (Il Corriere)<br />
 </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/uisp-avellino.png"><img class="alignleft size-full wp-image-24036 colorbox-24035" title="uisp-avellino" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/uisp-avellino.png" alt="" width="154" height="125" /></a>La Uisp scommette sull&#8217;lrpinia ed individua nel Laceno la location per l&#8217;organizzazione di una manifestazione sciistica nazionale.  Oggi alle ore 11.30 presso la sala stampa del Comune di Avellino, si terrà un incontro con i giornalisti per illustrare i dettagli della manifestazione &#8220;Innamorati della neve. A Laceno lo sportpertutti&#8221; che si svolgerà dal 14 al17 febbraio 2013. <span id="more-24035"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I lavori saranno introdotti dall&#8217;Assessore alle Finanze del Comune di Avellino e Consigliere Nazionale Uisp, Ivo Capone. Alla conferenza stampa sono previsti gli interventi del Presidente Nazienale della Uisp, Filippo Fossati, del Presidente Uisp Area Neve, Bruno Chiavacci, del Consigliere Regionale Rosetta D&#8217;Amelio, del Presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia e del <strong>sindaco di Bagnoli Irpino, Aniello Chieffo</strong>. Le conclusioni saranno affidate al sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno, inoltre, presenti il Presidente regionale Uisp, Antonio Mastroianni, il Presidente provinciale Uisp, Carmine Soricelli, l&#8217;Assessore al Thrismo della Provincia di Avellino, Raffaele Lanni, l&#8217;Assessore al Turismo del Comune di Avellino, Sergio Barbaro, il delegato allo Sport del Comune di Avellino, Giuseppe Giacobbe, il Presidente provinciale del Coni, Giuseppe Saviano, in rappresentanza dell&#8217;Ept di Avellino, Giulio Nigro, <strong>l&#8217;amministratore della Giannoni sas</strong> la società che ha in concessione gli impianti di risalita del Laceno, <strong>Rosaria Mosca, </strong>il direttore degli impianti, <strong>Pietro Pagnin</strong>, il delegato Uisp di Lioni, Pietro Odelanti, e i rappresentanti delle associazioni sportive La Tartaruga e Sci Club di Ariano Irpino.</p>
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		<title>Campionato di 3ª Categoria: A.S.D. G. Cione-Castelevetere 0 – 3</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:01:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18.05.2012, Note sportive (dalla pagina facebook a.s.d. g.cione) - Dopo la sbornia di entusiasmo per le tre vittorie consecutive il sogno dell'A.S.D. Grazia Cione di completare il filotto s'infrange sugli scogli della sfortuna e della poca concentrazione, che in questo caso prendono la forma del Castelvetere vincente a Bagnoli per 3 a 0. La troppa euforia non viene assorbita dai ragazzi che entrano in campo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>18.05.2012, Note sportive</strong></span> (dalla pagina facebook a.s.d. g.cione)</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-18356 colorbox-24081" title="ASD Grazia Cione Calcio Bagnoli" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/ASD-Grazia-Cione-Calcio-Bagnoli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Dopo la sbornia di entusiasmo per le tre vittorie consecutive il sogno dell&#8217;A.S.D. Grazia Cione di completare il filotto s&#8217;infrange sugli scogli della sfortuna e della poca concentrazione, che in questo caso prendono la forma del Castelvetere vincente a Bagnoli per 3 a 0.<span id="more-24081"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La troppa euforia non viene assorbita dai ragazzi che entrano in campo molli, deconcentrati e già sicuri dell&#8217;ennesima passeggiata, ma quando il Castelvetere comincia a mostrare i muscoli ben presto ci si accorge delle difficoltà insite della gara.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo tempo che ciò nonostante è combattuto e pieno di occasioni soprattutto per i ragazzi, ma la fortuna oggi poco assiste i padroni di casa che per due errori banali regalano il doppio vantaggio agli avversari.</p>
<p style="text-align: justify;">Non riesce a Mr. Frasca di trasmettere a fine primo tempo la giusta determinazione per agguantare almeno il pareggio, fattibile per quanto visto nei primi 45 minuti: lo sconforto e la desolazione, il senso di sconfitta attanagliano la squadra che entra solo fisicamente in campo, con la conseguenza logica che gli avversari approfittando chiudono la gara e si portano avanti in classifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Era fisiologico essere guidati dall&#8217;entusiasmo, ma in questi casi quanto di buono fatto va messo da parte e si deve ricominciare a testa bassa, tra l&#8217;altro contro un&#8217;avversario ampiamente alla portata e contro il quale si vantava un credito non indifferente, quello della sconfitta all&#8217;esordio stagionale, ma tant&#8217;è, e quindi rimandiamo di nuovo i buoni propositi alle ultime partite dell&#8217;anno.</p>
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		<title>95ª edizione del Giro: 8ª tappa Sulmona-Laceno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:01:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[18.05.2012, Articoli di Federico Lenzi e Angelo Mattia Rocco (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012). La 95ª edizione del Giro d’Italia partita, il cinque maggio è stata svelata in contemporanea con quella del Tour de France il 10 ottobre 2011 in seguito ad errori e perdita di dati da parte degli organizzatori. La kermesse per la prima volta è organizzata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>18.05.2012, Articoli di Federico Lenzi e Angelo Mattia Rocco</strong></span> (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Giro2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23937 colorbox-23935" title="LaCalzetta-Giro2012" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Giro2012-230x300.jpg" alt="" width="230" height="300" /></a>La 95ª edizione del Giro d’Italia partita, il cinque maggio è stata svelata in contemporanea con quella del Tour de France il 10 ottobre 2011 in seguito ad errori e perdita di dati da parte degli organizzatori. La kermesse per la prima volta è organizzata da un pool di esperti. In ricordo del ciclista Weylandt scomparso lo scorso anno non è stato assegnato il numero 108. La manifestazione è iniziata da Herning in Danimarca per manifestare l’internazionalità dell’evento, con un cronoprologo individuale lungo 9 chilometri. Poi altre due tappe all’estero – domenica 6 maggio 200 chilometri, partenza e arrivo a Herning; lunedì 7 maggio, Horsens, a est di Herning, ha accolto partenza e arrivo della terza frazione, lunga 180-200 chilometri.<span id="more-23935"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La prima tappa in Italia (dopo il trasferimento in aereo) ha toccato Verona con una cronosquadre serale. Si è scesi poi dalla costa Adriatica: Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Si taglierà la Basilicata per giungere sul Tirreno attraverso i monti Picentini e affrontare la Costiera Amalfitana. Si procederà verso il Lazio, la Toscana, con arrivo in salita sugli Appennini. Le montagne del Piemonte, la Val d’Aosta con Cervinia e Stelvio più Tonale e il Mortirolo (tappa votata dai lettori della Gazzetta dello Sport). Infine Milano. E’ ripresa a Verona e come di consuetudine terminerà a Milano il ventisette maggio. Di seguito l’elenco delle tappe dettagliato:</p>
<p>• 01 Sab 05/05/2012 Herning &#8211; Herning &#8211; 8,7 KM  CRONOMETRO INDIVIDUALE<br />
 • 02 Dom 06/05/2012 Herning &#8211; Herning &#8211; 206 KM PIANEGGIANTE<br />
 • 03 Lun 07/05/2012 Horsens &#8211; Horsens &#8211; 190 KMPIANEGGIANTE<br />
 • 04 Mer 09/05/2012 Verona &#8211; Verona &#8211; 32,2 KM CRONOMETRO A SQUADRE<br />
 • 05 Gio 10/05/2012 Modena &#8211; Fano &#8211; 199 KM PIANEGGIANTEE<br />
 • 06 Ven 11/05/2012 Urbino &#8211; Porto Sant&#8217;Elpidio- 207 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 07 Sab 12/05/2012 Recanati &#8211; Rocca di Cambio &#8211; 202 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 08 Dom 13/05/2012 Sulmona &#8211; Lago Laceno- 229 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 09 Lun 14/05/2012 San Giorgio del Sannio &#8211; Frosinone- 171 KM PIANEGGIANTE<br />
 • 10 Mar 15/05/2012 Civitavecchia &#8211; Assisi &#8211; 187 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 11 Mer 16/05/2012 Assisi &#8211; Montecatini Terme &#8211; 243 KM PIANEGGIANTE<br />
 • 12 Gio 17/05/2012 Seravezza &#8211; Sestri Levante &#8211; 157 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 13 Ven 18/05/2012 Savona &#8211; Cervere 121 KM PIANEGGIANTE<br />
 • 14 Sab 19/05/2012 Cherasco &#8211; Cervinia &#8211; 205 KM ALTA MONTAGNA<br />
 • 15 Dom 20/05/2012 Busto Arsizio &#8211; Lecco/Pian dei Resinelli &#8211; 172 KM ALTA MONTAGNA<br />
 • 16 Mar 22/05/2012 Limone sul Garda &#8211; Falzes/Pfalzen- 174 KM MEDIA MONTAGNA<br />
 • 17 Mer 23/05/2012Falzes/Pfalzen &#8211; Cortina d&#8217;Ampezzo- 187 KM ALTA MONTAGNA<br />
 • 18 Gio 24/05/2012San Vito di Cadore &#8211; Vedelago &#8211; 139 KM PIANEGGIANTE<br />
 • 19 Ven 25/05/2012Treviso &#8211; Alpe di Pampeago/Val di Fiemme &#8211; 197 KM ALTA MONTAGNA<br />
 • 20  Sab 26/05/2012Caldes/Val di Sole &#8211; Passo dello Stelvio &#8211; 218 KM ALTA MONTAGNA<br />
 • 21 Dom 27/05/2012Milano &#8211; Milano &#8211; 31,5 KM  CRONOMETRO INDIVIDUALE</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Federico Lenzi </strong></span></p>
<p style="text-align: center;">_____________________________________________________________</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: large;"><strong>Planimetria generale<br />
 </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-PlanimetriaTappa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23939 colorbox-23935" title="LaCalzetta-PlanimetriaTappa" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-PlanimetriaTappa-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>L’ottava tappa del Giro d’Italia da Sulmona a Lago Laceno, oltre a presentare negli aspetti tecnici una salita nel finale, ha di sicuro altre interessanti caratteristiche. Per questo motivo, abbiamo preferito inserire anche la planimetria completa della tappa, in modo da poter visionare insieme l’intero tragitto che i corridori percorreranno per giungere sull’altopiano del Laceno. Lungo i 229 km che condurranno all’arrivo di tappa, ci saranno altri 2 gran premi della montagna, i quali anche se di minor importanza, potranno sicuramente dar luogo ad attacchi e fughe da lontano. Il primo, a pochi Km da Sulmona è il gran premio della montagna del Piano delle Cinque Miglia, situato a 1284 m di quota. Una salita di circa 21 km, con pendenze molto pedalabili, praticamente ad inizio tappa. Un trampolino di lancio per la prima fuga della giornata. Dal piano delle Cinque Miglia poi, si giungerà a Roccaraso e di li con sali e scendi continui, attraversando Castel di Sangro e Rionero Sannitico si giungerà al secondo gran premio della montagna, situato al Valico di Macerone. Una salita davvero poco impegnativa che arriva dopo lunghe discese e tratti vallonati ad appena 684 m di quota. Dal Valico del Macerone sarà un continuo percorso di sali e scendi che incrocerà località note come Campitello Matese e Santa Caterina, fino a giungere nel capoluogo di provincia Benevento. Da Benevento cominceranno i km più concitati dove il gruppo sarà già intenzionato a ricucire su eventuali fughe e ad organizzare l’assalto al valico del Colle Molella al lago Laceno. La gara avrà di sicuro un’accelerata e dopo San Giorgio del Sannio, Montemiletto, Chiusano San Domenico e Castelvetere sul Calore, a Montemarano comincerà la vera e propria bagarre per occupare i primi posti nel gruppo. Da Montella a Bagnoli Irpino poi assisteremo ad una fase concitata e piena di “sbalzi”, dove i meno adatti alle pendenze del Laceno tenteranno un allungo per anticipare gli scalatori e le squadre dei favoriti organizzeranno dei treni atti a portare i loro capitani ad affrontare la salita finale nelle prime posizioni. L’ultimo strappo che sarà poi salita vera, rappresenterà ovviamente il risvolto più interessante della gara, dove chi avrà forza e soprattutto una pedalata fluida e decisa, potrà rosicchiare secondi (non crediamo minuti) ai diretti avversari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Angelo Mattia Rocco</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: large;"><strong>La salita del Lago Laceno</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Salita-Laceno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23940 colorbox-23935" title="LaCalzetta-Salita-Laceno" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Salita-Laceno-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a>Il 95° Giro d’Italia, ormai è noto, farà tappa al Lago Laceno. Tutti gli appassionati di ciclismo aspettano il 13 Maggio come data indicativa per le sorti della corsa rosa. Infatti, il Laceno, sarà il teatro della prima vera battaglia tra i grandi di classifica, un ostacolo (non durissimo) che potrà risultare un banco di prova per le salite più ardue. La salita vera e propria del lago Laceno comincia a circa 745 m di quota, nei pressi del campo sportivo di Bagnoli Irpino. Il primo tratto di circa 1 km, rappresenta di sicuro la parte più pendente dell’intera ascesa al Colle Molella, eppure, non sarà in questo tratto che si effettueranno scatti o distacchi. La pendenza, seppur compresa intorno al 10.4% di media, sarà addolcita sia dallo slancio del gruppo proveniente da una salita molto leggera, sia dalla breve durata. Dopo qualche curva (non tornante), la pendenza comincerà a diminuire, mantenendosi costante e proseguendo su lunghi tratti rettilinei per circa 1-2 km. In questa fase che rappresenta il tratto di maggior velocità della salita, potranno esserci i primi allunghi, soprattutto in attesa degli ultimi 5 tornanti dove si deciderà la tappa. Infatti, superato questo tratto intermedio, si giungerà nel vivo della salita, dove in alcuni punti (penultimo tornante), soprattutto al belvedere grande, la pendenza sfiorerà il 13%. Tuttavia, caratteristica della salita al lago Laceno è la possibilità di “respirare” che offrono i tornanti; ed infatti, fatta eccezione per l’ultimo, nei restanti 4, la pendenza calerà nettamente creando una sorta di “trampolino” verso le rampe più impegnative. Il tratto dove sicuramente si faticherà di più e dove potrà esser sferrato l’attacco decisivo, è quello compreso tra il 3° e il 4° tornante, dove la pendenza e la mancanza di punti di riferimento possono far perdere concentrazione e secondi preziosi. L’ultima parte che conduce verso il Colle Molella invece, è una piacevole e veloce “passeggiata” in pianura o in leggerissima salita che nel giro di 900 m circa, condurrà all’ascesa finale, uno strappo di 500 m, dalla quale si scenderà in “picchiata” verso l’altopiano del Laceno e si percorreranno gli ultimi km di pianura prima del traguardo.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Angelo Mattia Rocco</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">______________________________________________________________</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: x-large;"><strong>Il Giro fa tappa a Laceno</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Promozione turistica e appuntamenti per l&#8217;occasione, tutto quello che è stato organizzato per accogliere degnamente la corsa rosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Eventi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-23941 colorbox-23935" title="LaCalzetta-Eventi" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/LaCalzetta-Eventi-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Il grande giorno è arrivato, l’interesse e l’entusiasmo è altissimo a Bagnoli Irpino per quello che è considerato l’appuntamento del-l’ anno: l’arrivo, del Giro d’Italia, con la tappa più a sud in programma in questa edizione. L’evento è da considerarsi eccezionale, sia a livello agonistico, per la risonanza che ha la corsa Rosa, ma soprattutto a livello turistico perché oltre alla carovana rosa, in migliaia saranno gli spettatori, provenienti da tutta la Campania e dalle Regioni limitrofe, che assisteranno all’evento sportivo, lungo i tornanti che da Bagnoli conducono al Laceno. Il Giro d’Italia è un evento popolarissimo e attira intorno a se un circuito mediatico formidabile, un’opportunità da non perdere per promuovere il nostro territorio e i prodotti tipici locali. Una conferenza stampa a Napoli, una ad Avellino e un carnet di eventi, degustazioni, spettacoli nel giorno della tappa e nella vigilia, sono i principali appuntamenti programmati Il comitato tappa oltre a promuovere l’evento a livello nazionale, tante iniziative ha messo in cantiere per promuovere il territorio, i suoi prodotti tipici e per accogliere al meglio la carovana rosa. Lavori di arredo urbano e manutenzione stradale, lungo il percorso sono stati realizzati, ognuno in merito alle proprie competenze, dall’amministrazione comunale di Bagnoli Irpino e dalla Provincia di Avellino. Tante le iniziative realizzate dal comitato tappa in collaborazione con le varie associazioni presenti sul territorio. Per l’occasione, la Pro Loco Bagnoli Laceno ha deciso di abbinare la Mostra Mercato del Tartufo estivo, giunta alla sua 10° edizione, con l’arrivo della tappa. Tutto è già pronto con una due giorni davvero interessante. Il comune di Bagnoli in collaborazione con il Consorzio Laceno e la Pro Loco, ha organizzato per l’occasione il concorso: Balcone e Vetrina rosa, un premio al miglior balcone e alla miglior vetrina addobbata avente come tema il Giro d’Italia. E poi l’assessorato all’agricoltura della Regione Campania promuove l’iniziativa: Gustatevi la Tappa. Il Tartufo nero di Bagnoli abbinato ai vini di eccellenza del territorio irpino, le 3 DOCG: il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano, accoglieranno a tavola la carovana del Giro. Numerose sono le iniziative realizzate per l’occasione, fra le tante il concorso fotografico: Immagine Rosa, dove tutti potranno inviare le proprie fotografie realizzate a Bagnoli e Laceno nel corso della giornata del 13 maggio e avente come temi inerenti al Giro d’Italia. Le fotografie oltre ad essere pubblicate sul sito del Consorzio Laceno, verranno stampate a spese dell’organizzazione ed esposte in una mostra appositamente dedicata al concorso, durante le manifestazioni estive. Verrà inoltre premiata la miglior foto e la più votata su internet. Sarà assegnato ad ognuno come premio un cesto di prodotti tipici. Sempre rimanendo in tema, da notare la mostra fotografica: Scatti Rosa, allestita all’interno della chiesa di Santa Margherita, con foto e riproduzioni di articoli di giornali, inerenti alle tappe del 1976 e del 1998. Nel complesso monumentale di San Domenico, andrà in scena invece: Matite Rosa, saranno infatti esposti gli elaborati realizzati dagli alunni dell’istituto comprensivo “Michele Lenzi”, avente come tema il Giro d’Italia. Altro evento: il Giro visto dall’alto. L’iniziativa realizzata dall’associazione Palazzo Tenta 39 ha in programma un itinerario, studiato per l’occasione in modo da poter attirare tanti appassionati, che prevede una piacevole quanto facile escursione dal Colle del Leone alla Valle d’Acera, fino all’arrivo su un belvedere panoramico che spazia dal Monte Accellica a tutta la valle del Calore. Non poteva mancare un ricordo al celebre Marco Pantani, in località “Chianizzi” verrà scoperta una targa in memoria del Pirata restaurata per l’occasione. Questo e tanto altro per accogliere degnamente la corsa rosa più amata dagli italiani.</p>
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		<title>Rocco Gatta, il ciclista bagnolese che partecipò al Giro del 1976</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giro d'italia 1976]]></category>
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		<description><![CDATA[17.05.2012, L'intervistadi Antonella Del Genio e Giulio Tammaro (da “La Calzetta dello Sport”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012). La sua impresa sportiva è ancora ben salda negli occhi e nella mente dei suoi concittadini e tutti lo ricordano ancora con piacere Rocco Gatta, bagnolese di nascita ma toscano d’adozione, che in sella alla sua Guerciotti con la G.B.C. TV Color, partecipò ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>17.05.2012,<span style="color: #ff0000;"> </span></strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;intervista </strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">di</span> Antonella Del Genio e Giulio Tammaro </strong></span>(da “La Calzetta dello Sport”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete”  del 13.5.2012).<span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-23915 colorbox-23914" title="gatta-rocco-giro-ditalia-1976-bagnoli-irpino" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/gatta-rocco-giro-ditalia-1976-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" />La sua impresa sportiva è ancora ben salda negli occhi e nella mente dei suoi concittadini e tutti lo ricordano ancora con piacere Rocco Gatta, bagnolese di nascita ma toscano d’adozione, che in sella alla sua Guerciotti con la G.B.C. TV Color, partecipò al Giro d’Italia del 1976. Rocco Gatta, classe 1950, figlio di contadini Bagnolesi, fu costretto con la sua famiglia ad emigrare nel 1957. <span id="more-23914"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi come allora per queste terre d’Irpinia, l’emigrazione era una piaga dilagante. Intere famiglie, con una valigia di cartone e il dolore nel cuore, costrette a cercare fortuna lontano dal proprio paese natio. E Rocco la sua fortuna l’ha trovata, lontano da Bagnoli, in terra Toscana, la culla italiana del ciclismo, a Cascina di Pisa per l’esattezza, dove oggi vive con la sua famiglia e lavora.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclismo c’è l’ha avuto sempre nel sangue e anche se all’inizio giocava a calcio e in bicicletta ha iniziato ad andarci quasi per sfida, come lui stesso ammise in un’intervista diversi anni fa, sin da subito fece notare le sue qualità. Iniziò cosi nella “Nevilio Casarosa” di Fornacette, un paese vicino Cascina di Pisa, dove fece tutta la trafila, partendo dagli allievi e conquistando diversi trofei. Iniziò poi a correre come dilettante alla Sammontana arrivando primo al Campionato Toscano. Alla Sammontana vi rimase quattro anno vincendo circa 25 corse e ottenendo molti piazzamenti. Nel 1973 fa il salto di qualità diventando professionista ma è il 1976 il suo anno di gloria, passato infatti alla G.B.C. di Dino Zandegù partecipa al Giro d’Italia. Ed è lo stesso general manager Zandegù a soprannominarlo “Cenciaccio”, dopo una gara dove Rocco continuava a chiedergli un cencio, per le sue gambe doloranti, le quali unte di pomata per alleviare il dolore, gli sudavano terribilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclismo è stato una passione che non l’ha “distratto” dalla vita reale e quando il tutto, come inesorabilmente avviene per ogni cosa, è finito, quando il cerchio si è chiuso, Rocco è ritornato a condurre una vita normale, continuando come aveva sempre fatto a lavorare duro, prima da contadino come i suoi genitori, poi come operaio in un macello di pollami ed oggi in un supermercato. Nel frattempo ha messo su famiglia e radici in Toscana, ed anche se del suo paese natio, non restano che pochi ricordi d’infanzia, ogni tanto ritorna a Bagnoli a trascorrere le vacanze estive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha ancora i parenti qua a Bagnoli ed è grazie ad una nipote, Antonella Del Genio, se siamo riusciti a contattarlo e intervistarlo. Ha accettato volentieri il nostro invito ad intervistarlo ed ha risposto cordialmente alle nostre domande. Nella speranza di poterlo conoscere di persona e di un invito da parte del comitato tappa, che non è tardato ad arrivare, in modo tale da consentirgli di essere a Bagnoli, il 13 maggio, quando la carovana rosa arriverà a Laceno, ci siamo fatti raccontare la sua vita sportiva e privata e quell’edizione del 1976, dove c’era e fu uno dei protagonisti, ottenendo un ottimo 42° piazzamento nella tappa di Laceno e un dignitoso 70° posto nella ordine finale, superando in classifica, lui che era un gregario, anche Giancarlo Polidori, capitano della sua squadra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata la passione per il ciclismo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avevo un amico che correva in bicicletta, ho iniziato quasi per sfida con lui. Quando ha iniziato? Ho iniziato nel 1966 da esordiente, poi ho proseguito come allievo vincendo 10 gare. Da dilettante poi ho vinto altre 15 gare e il titolo regionale. Nel 1973 sono passato professionista e in quel primo anno abbiamo vinto il campionato italiano a squadre e nel 1976 ha partecipato al Giro d’’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In quali squadre ha gareggiato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo anno da allievo ho corso con la squadra, Nevilio Casarosa di Fornacette, un paese vicino casa mia in Toscana, poi da dilettante ho corso quattro anni con la Sammontana, poi altri due anni da professionista sempre con la Sammontana per poi passare alla G.B.C TV Color con cui ho partecipato al Giro d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci racconti la sua esperienza nel mondo del ciclismo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">È stata una bella esperienza anche se le cose oggi sono molto diverse da allora. Era un ambiente diverso. Il doping oggi è dilagante in questo ambiente. come in altri sport.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come venne accolto dalla sua gente nella tappa Selva di Fasano . Lago Laceno del 1976?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fu una bella esperienza. La gente urlava il mio nome. Anche quando salii sul palco per la premiazione, in quella tappa vinta da DeVlaeminck, e dove la maglia rosa passò da Moser a Gimondi. Proprio Gimondi sapendo che ero originario di quei luoghi mi chiese della salita e di Come fosse. Io gli spiegai che era una salita dura e lui sul palco mi disse: “avevi ragione era proprio una salita dura!”. Ricordo che fu una bella festa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si presentarono ai vostri occhi Bagnoli e Laceno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando sei in corsa non guardi molto, senti la gente urlare il tuo nome e ti emozioni. All’arrivo giunsi nei primi cinquanta e fu un buon piazzamento. Ci ripresero anche a Bagnoli. Il paese piacque molto ai partecipanti al Giro che ne rimasero entusiasti. Anche Gimondi e i miei compagni di squadra mi chiesero notizie sul paese e sulla sua storia, che io con molto piacere raccontai loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando è andato via da Bagnoli Irpino? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono andato via nel 1957, dopo un incendio che devastò la nostra casa in montagna. Per mio padre fu una sciagura, subito dopo l’incendio si trasferì in Toscana portando con sé tutta la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi cosa fa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lavoro come commesso in un supermercato, sono sposato ho due figlie e un nipotino.</p>
<p style="text-align: center;">_______________________________________________________________________</p>
<address style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>LE FOTO</strong></span></address>
<address style="text-align: center;"><strong>(di Andea Cione e Vincenzo Grieco</strong>)</address>
<address style="text-align: center;">***<br />
 </address>
<address style="text-align: center;"> </address>
<address style="text-align: center;">- Rassegna stampa dell&#8217;epoca esposta nei giorni scorsi all&#8217;interno della Chiesetta di Santa Margherita</address>
<address style="text-align: center;">- Rocco Gatta ( invitato speciale e gradito ospite) a Bagnoli Irpino durante la tappa del 13 maggio 2012</address>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Le indicazioni dei tartufai alla XIIIª Commissione Agricoltura  della Camera</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:02:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[17.05.2012, Comunicato dell'Associazion e Tartufai Monti Picentini - PREMESSA. L’Associazione Tartufai “Monti Picentini” nasce il 16.05.2008 a seguito delle disposizioni previste dall’art. 10 del Regolamento di applicazione (n° 3 del 24 luglio 2007) della Legge Regionale n° 13 del 20 giugno 2006. Alla definizione della L.R. avevano, nel quinquennio precedente, contribuito attivamente le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>17.05.2012, Comunicato dell&#8217;Associazione Tartufai Monti Picentini</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMESSA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/tartufaie-irpine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23980 colorbox-23981" title="tartufaie-irpine" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/tartufaie-irpine-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a>L’Associazione Tartufai “<em>Monti Picentini</em>” nasce il 16.05.2008 a seguito delle disposizioni previste dall’art. 10 del Regolamento di applicazione (n° 3 del 24 luglio 2007) della Legge Regionale n° 13 del 20 giugno 2006. Alla definizione della L.R. avevano, nel quinquennio precedente, contribuito attivamente le Amministrazioni Comunali, succedutesi nel tempo, di Bagnoli Irpino e i cercatori dell’area dei Monti Picentini.<span id="more-23981"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli obiettivi costitutivi dell’Associazione possono essere così sintetizzati:</p>
<p style="text-align: justify;">●        salvaguardia delle tartufaie e del territorio montano;</p>
<p style="text-align: justify;">●        integrazione del reddito dei cercatori;</p>
<p style="text-align: justify;">●        rispetto delle normative nazionali e comunitarie che regolamentano i prodotti agricoli e trasformati (normativa fiscale, tracciabilità, etichettatura, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">In considerazione di ciò il nostro contributo alla realizzazione della nuova normativa quadro nazionale può essere sintetizzato in 5 aspetti sui quali riteniamo sia fondamentale intervenire per apportare elementi di chiarezza nel comparto tartuficolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIGURE PROFESSIONALI E NORMATIVA FISCALE</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Cercatore professionale –      obbligato ad emettere fattura e soggetto a normale aliquota IVA (o come il      successivo soggetto agricolo) può gestire attività di ricerca o di      coltivazione;</li>
<li>Soggetto agricolo – figura      specifica per le tartufaie coltivate in regime agricolo soggetto ad      aliquota del 4% solo quando è anche trasformatore;</li>
<li>Cercatore non professionale – con      tetto di esclusione (come per le aziende agricole) e autofattura      individuabile dell’acquirente;</li>
<li>Consorzio di cercatori professionali      e non – struttura che svolga per loro conto funzioni di tipo fiscale      relative alla vendita e alla trasformazione. </li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRACCIABILITA’ DELLA PRODUZIONE</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Mantenimento, sulla documentazione      fiscale, dell’obbligo di individuazione dell’area e della specie raccolta;</li>
<li>Costituzione dell’Albo delle      tartufaie coltivate (Albo snello, non burocratico), costituite con      l’utilizzo di piantine certificate, attraverso il quale sia possibile      individuare la dimensione e le specie coltivate;</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>CONTROLLI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Controlli poliennali sulle tartufaie coltivate, ad opera di soggetto terzo capace di verificarne lo stato produttivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRODOTTI TRASFORMATI</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Divieto dell’uso di coloranti e aromatizzanti      artificiali;</li>
<li>Chiarezza nella composizione e      facilità di lettura delle etichette relativamente ai tartufi utilizzati e      alle quantità presenti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><strong>TABELLAZIONE DELLE TARTUFAIE NATURALI SOGGETTE A USO CIVICO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La raccolta del tartufo nella maggior parte dei Comuni meridionali avviene su aree demaniali soggette ad uso civico, in alcuni casi di migliaia di ettari; la tabellazione di dette superfici, secondo i criteri previsti dalla legge 752/85, risulta praticamente impossibile ed onerosissima.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/pdf-27.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-397 colorbox-23981" title="pdf " src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/pdf-27.gif" alt="" width="20" height="20" /></a> <span style="font-size: medium;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Associazione-tartufai-Monti-Picentini-Note-Audizione-Camera-Deputati.doc"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/Associazione-tartufai-Monti-Picentini-Note-Audizione-Camera-Deputati.pdf">Associazione tartufai Monti Picentini: Note Audizione Camera dei Deputati</a></a></span></p>
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		<title>Laceno e il Giro: la tappa del 28 maggio 1976</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[17.05.2012, Articolo di Emanuele Di Capua (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino "Fuori dalla Rete” del 13.5.2012) - La storia. Il Giro d'Italia 1976, cinquantanovesima edizione della "Corsa Rosa", si svolse in ventidue tappe. Fu vinto dall'italiano Felice Gimondi. A 34 anni Gimondi si aggiudicò il suo terzo Giro, vincendo il duello con De Muynck nella cronometro dell'ultimo giorno, sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>17.05.2012, Articolo di Emanuele Di Capua</strong></span> (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-23933 colorbox-23932" title="bagnoli-irpino-giro-ditalia-1976" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/bagnoli-irpino-giro-ditalia-1976-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></strong>l Giro d&#8217;Italia 1976, cinquantanovesima edizione della &#8220;Corsa Rosa&#8221;, si svolse in ventidue tappe. Fu vinto dall&#8217;italiano Felice Gimondi. A 34 anni Gimondi si aggiudicò il suo terzo Giro, vincendo il duello con De Muynck nella cronometro dell&#8217;ultimo giorno, sul circuito di Arcore. In questa edizione del Giro fu istituita la classifica giovani, che premiava il corridore di età inferiore ai 24 anni meglio piazzato nella classifica generale. In questa stessa edizione, prima volta nella storia, passò per Bagnoli Irpino per poi arrivare al traguardo fissato al Lago Laceno. La popolazione ne era entusiasta per questo nuovo evento che avrebbe coinvolto il nostro paese. La partenza si ebbe a Catania il giorno 21 maggio e l’arrivo fissato a Milano il giorno 22 giugno per un totale di 4161 km. Le tappe furono di vario genere, lunghezza e difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>28 maggio 1976: Ottava tappa Selva di Fasano- Lago Laceno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’ottava tappa del giro d’Italia 1976 partì dallo zoo-safari di Selva di Fasano con centodieci concorrenti alle ore otto del venerdì 28 maggio 1976. All’inizio ci fu un attacco di Conati, Baronchelli e Rossignoli, subito placato da Rottiers e Moser. A 3 km da Noci vanno in fuga Rossi, Caiumi e Francioni seguiti da Algeri e poi Delcroix. Il traguardo regionale di Noci (km 27,9 ore 9:00) è vinto da Rossi. S’instaura la calma che dura fino al traguardo 131 Fiat presso il bivio di Genzano di Lucania dove ancora una volta s’impone Rossi beffando Fabbri e Bal alle ore 12.18. La metà del percorso viene superata alle 12:24 dal gruppo compatto. Allunghi isolati del corridore bagnolese Gatta, di De Vlaeminck e Trinchella. De Vlaeminck va in fuga a Rapolla (167.4km) seguito da Draux, Knudsen, Mendes e qualche metro addietro Prieto, Bortolotto e Perletto. A Melfi (km 172,6 ore 13.36) Oliva si aggiunge al gruppo di testa prevalendo su Perletto e Bortolotto. In contemporanea allungo di Conati e sorpasso di Delcroix su Panizza. De Vlaeminck e Draux arrivano soli in fuga a laghi di Monticchio con 35 secondi di vantaggio. A 50km dall’arrivo il vantaggio arriva a 58 secondi mentre Guardrini fu riassorbito. I due belga invece desistevano a 46 km dall’arrivo. A Lioni ( km 227,2; ore 14.55) Sercu precede Sorlini, Conati, Delcroix e Giuliani, il gruppo era a 100 metri di distanza. Subito dopo Sercu passa a condurre da solo ed il suo tentativo ebbe una breve durata. A 25 km dall’arrivo il belga precede di 15 secondi Pella e Antonini; il gruppo di 35 secondi. a Nusco (km 237.5; ore 15.12) il belga stacca di 25 secondi Caverzasi e di 55 secondi il resto del gruppo. A Bagnoli Irpino Caverzasi è a 44 secondi dalla lepre ed il gruppo a 1 minuto e 12 secondi. Dopo questa località, all’inizio della salita finale. Durante la salita è una lotta continua con De Muynck che passa in testa seguito subito da Sercu e Bellini. Pero quando la salita si fa più dura arriva lo scatto di Panizza raggiungendo De Muynck e quindi passando in testa. I due saranno raggiunti a 1.200 m dall’arrivo da De Vlaeminck che vincerà e alle sue spalle lo seguiranno Merckx, Gimondi, Bertoglio e Battaglin. Per quanto riguarda Moser perse terreno in salita e tagliò il traguardo 59 secondi dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Laceno in rosa, gli eventi organizzati per l’occasione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ricordo del<span style="color: #ff0000;"> prof. Giuseppe Dell’Angelo</span>: «Ricordo che ci fu una grande organizzazione da parte del Comune e furono offerti agli organizzatori dei prodotti locali, un libro sul coro ligneo che fu molto apprezzato dato che mostrava il massimo dell’arte bagnolese. Furono distribuiti volantini e souvenir. Si radunò sul Laceno un’immensa folla di gente proveniente da tutta la Provincia. La gente si posizionò anche sulla salita dove i ciclisti diedero spettacolo. Tra i tanti vi era Gimondi. Ricordo che i ragazzi delle scuole in ambiti locali recitarono poesie e fecero canti tradizionali. Fu stampata una cartolina per l’occasione e un delegato delle Poste fece fare anche un francobollo particolare in memoria di ciò. Fu in generale una giornata speciale per tutti. La tappa fu molto apprezzata dagli organizzatori per il tracciato ma soprattutto per il comportamento ordinato e attento degli spettatori che non crearono il minimo intralcio».</p>
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		<title>Fa veramente freddo. A Laceno è caduta la neve</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:13:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[17.05.2012, La notizia (Irpinianews) - Fa veramente freddo. A Laceno è caduta la neve. Sulla vetta del Monte Raiamagra la temperaturà è andata sotto lo zero. I fiocchi cadono fino ai 1400 metri, lasciando una coltre bianca, così come si può vedere dalla foto. Uno scenario impensabile fino a qualche settimana fa, il tempo fa le bizze. E i risultati si vedono...costretti di nuovo a prendere il cappotto a maggio inoltrato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>17.05.2012, La notizia (Irpinianews)</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/laceno-raiamagra-maggio-2012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23976 colorbox-23975" title="laceno-raiamagra-maggio-2012" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/laceno-raiamagra-maggio-2012.jpg" alt="" width="260" height="195" /></a>Fa veramente freddo. A Laceno è caduta la neve. Sulla vetta del Monte Raiamagra la temperaturà è andata sotto lo zero. I fiocchi cadono fino ai 1400 metri, lasciando una coltre bianca, così come si può vedere dalla foto. Uno scenario impensabile fino a qualche settimana fa, il tempo fa le bizze.</p>
<p style="text-align: justify;">E i risultati si vedono&#8230;costretti di nuovo a prendere il cappotto a maggio inoltrato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto il ROSA di Bagnoli!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:23:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[16.05.2012, Editoriale di Giulio Tammaro (da "La Calzetta del Giro", numero speciale del giornalino "Fuori dalla Rete"  del 13.5.2012) - Ci sono dei nomi che hanno lo stesso effetto travolgente del fuoco, accendono all’istante la mente e la aprono ai ricordi, nonostante abbiano lasciato un debole segno sulla storia”. È proprio il caso del Laceno che per la terza volta accoglierà tra i suoi monti un arrivo di tappa del Giro d’Italia. La prima tappa terminata quassù, tra ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>16.05.2012, Editoriale di Giulio Tammaro</strong></span> (da &#8220;La Calzetta del Giro&#8221;, numero speciale del giornalino &#8220;Fuori dalla Rete&#8221;  del 13.5.2012)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/giulio-tammaro-giro-ditalia-2012-laceno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23905 colorbox-23904" title="giulio-tammaro-giro-ditalia-2012-laceno" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/giulio-tammaro-giro-ditalia-2012-laceno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ci sono dei nomi che hanno lo stesso effetto travolgente del fuoco, accendono all’istante la mente e la aprono ai ricordi, nonostante abbiano lasciato un debole segno sulla storia”. È proprio il caso del Laceno che per la terza volta accoglierà tra i suoi monti un arrivo di tappa del Giro d’Italia. La prima tappa terminata quassù, tra il piccolo lago e i boschi di faggio, si disputò nel lontano 1976 e a dispetto dei pronostici non fu molto selettiva, una ventina di corridori infatti si disputarono la vittoria allo sprint. <span id="more-23904"></span></p>
<p style="text-align: justify;">All’ultima scalata, quella che da Bagnoli attraverso abeti e faggi conduce oggi come allora all’altopiano, erano in tanti a inseguire la gloria, li spingeva una impressionante voglia di successo. Eddy Merckx spingeva di spalle, impegnato fino allo stremo, Roger De Vlaeminck torceva buffamente il collo, mentre macinava pedalate, Felice Gimondi era l’unico a non perdere l’aplomb e come scriveva il grande Gianni Brera, sembrava il più bello. Arrivati sul Laceno tutti si preparavano alla volata finale, il traguardo era ormai a portata di mano. Moser arrancava ormai lontano, vedendo svanire i sogni di gloria, Merckx continuava fino allo stremo a pedalare per non cedere al ritorno di Gimondi, mentre De Vlaeminck si contraeva fino all’ultimo sforzo. E fu proprio il belga a trionfare, mentre la maglia rosa passava dalle giovani spalle di Francesco Moser a quelle più “anziane” di Felice Gimondi, che in quell’ anno vinceva il suo terzo e ultimo Giro. Fu proprio Moser in quella tappa, a legare al doppio filo, uno dei suoi aneddoti più esilaranti che la corsa rosa abbia mai conosciuto. “Lo Sceriffo”, come veniva soprannominato, aveva vinto la tappa a cronometro il giorno precedente a Ostuni, ma durante la cena post gara, qualcosa gli aveva disturbato lo stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo nella tappa che da Selva di Fasano conduceva a Lago Laceno, scivolò in fondo al gruppo, non riusciva più a resistere, finché decise che la soluzione migliore per risolvere il suo problema intestinale era farla nel cappellino e poi lanciarlo via il più lontano possibile. La “fortuna” volle che centrasse in pieno Patrick Sercu, nessuno voleva stare nella scia del belga, &lt;vattene&gt; gli gridavano, lui schizzo via, lo ripresero solo a tre chilometri dal traguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quella storica tappa per Bagnoli, dovranno trascorrere 22 anni prima di ritornare protagonista ospitando un nuovo arrivo. È il 1998 , quando la carovana rosa ritorna su questi monti, con una tappa di tutt’ altro spessore, breve ma intensa con due ascese, ai monti Taburno e Teminio, ad anticipare la salita finale. La tappa, tutta in terra campana, partita da Maddaloni, vede fin dai primi chilometri diversi attacchi, ma il gruppo resta compatto fino all’ultima salita, grazie all’azione degli uomini Asics, i quali cercano di difendere la Maglia Rosa di Bartoli, ma appena la strada si impenna oltre Bagnoli, Pantani prova un primo attacco, Bartoli lo insegue ma senza successo. Il “Pirata” di Cesenatico, sostenuto da una folla festante e migliaia di fans, che quasi lo sospingono fra i tornanti che “salgono” a Laceno, prova una seconda accelerata, ma stavolta il francese Luc Leblanc con non poche difficoltà riesce a stargli a ruota. Dietro Zuelle, Gotti e Tonkov sono in seria difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’occhialuto” dopo un primo momento di sbandamento ritrova lucidità e con un rapporto agile e una serie impressionante di pedalate riesce a riacchiappare il duo di testa. Nell’ultimo chilometro di salita, Zuelle accelera ancora e passa in testa, da li in poi, negli ultimi quattro chilometri tutti piani, per lo svizzero sarà una passeggiata, riuscendo a trionfare con un distacco di 24” sul terzetto inseguitore. Al “Pirata”, fallisce così il suo primo vero attacco al Giro, ma la sfida a Zuelle e alla Corsa Rosa è solo rimandata e chi credeva che l’occhialuto avrebbe vinto a mani basse sarà costretto ad arrendersi alla &#8220;leggenda&#8221; di Pantani, vincitore anche del Tour, per la gioia dei suoi tanti fans anche in terra bagnolese.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel tappone del 1998, sono trascorsi altri 14 anni e il Laceno agli albori del suo “successo turistico” nel 1976, in lento ma ancora indolore declino nel 1998, in questo 2012 cerca con molti affanni una nuova rinascita, sperando che la corsa rosa leghi sempre di più il suo nome a quello di questi luoghi incantati, dal passato glorioso e in cerca di un futuro radioso!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Il Giro d’Italia, i suoi protagonisti e lo speciale feeling che lega la corsa rosa al Laceno, questo e tanto altro troverete in questo giornalino, ispirato alla celebre Gazzetta dello Sport, come si evince dal titolo sarcastico della testata e dal colore rosea della carta. Un grazie va a questi giovanotti di belle speranze, che, come chi scrive, non sono giornalisti professionisti ma che amano scrivere più per passione che per professione e che hanno trascorso interi pomeriggi a ricercare notizie, a consultare almanacchi, a chiedere in giro per Bagnoli. Auspicando di aver fatto un buon lavoro non ci resta che augurarvi una buona lettura!</p>
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		<title>Bene i grandi eventi, ma attenzione ai piccoli dettagli</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[16.05.2012, Mail di Luca Vollone (da Napoli) - Condivido l’entusiasmo per il Giro, è stata una bellissima esperienza e preparata in modo eccellente. Complimenti. Laceno, così come altri punti d’Irpinia, ha però bisogno delle basi del turismo; è inutile proporre grandi progettoni se poi non si parte dalle briciole. Il turista che arriva sull’altopiano si trova in una situazione di totale smarrimento e/o  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/luca-ulysse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23878 colorbox-23874" title="luca-vollono" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/luca-ulysse-300x271.jpg" alt="" width="240" height="217" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong>16.05.2012, Mail di Luca Vollono </strong><span style="color: #000000;">(da Napoli)</span><strong><br />
 </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Condivido l’entusiasmo per il Giro, è stata una bellissima esperienza e preparata in modo eccellente. Complimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Laceno, così come altri punti d’Irpinia, ha però bisogno delle basi del turismo; è inutile proporre grandi progettoni se poi non si parte dalle briciole.<span id="more-23874"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il turista che arriva sull’altopiano si trova in una situazione di totale smarrimento e/o confusione, non c’è un punto di informazioni turistiche, nè un percorso da seguire, nè cartellonistica adeguata (che potrebbe anche essere raggruppata insieme invece di mettere 8mila indicazioni per hotel, ristoranti, luoghi e varie tutte differenti per grandezza e colore); partendo dalle cose basilari, se vuole sedersi a godere del panorama e fare BirdWatching (per esempio) non esistono nè binocoli nè panchine, buttare una carta è un impresa perchè non esistono bidoni per la piccola nettezza urbana (i cestini in pratica), così come manca ogni tipo di arredo urbano. I lavori di sistemazione fatti nei pressi de La Lucciola sia per l’assetto stradale, sia per l’illuminazione nuova, hanno non poco cambiato l’aspetto del visitatore che guarda, dandogli un senso di curato.</p>
<p style="text-align: justify;">La domenica si potrebbe istituire una zona pedonale davanti al Hotel Grisone fino al bar Caliendo, deviando le auto o per via alle mandrie o per la strada interna che sbuca davanti alla Lucciola, in modo da far giocare i bambini piu serenamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Paradossalmente a Laceno non esiste una postazione wi-fi (e sappiamo quanto internet è importante ai nostri giorni), per farla piu semplice non esiste nemneno un bancomat, nè tantomeno un termometro (in una zona in cui si registrano le minime piu basse del meridione sarebbe interessante) ne un avviso sull’apertura delle piste e della neve presente (un foglietto bagnato e svolazzante non è un avviso).</p>
<p style="text-align: justify;">In Irpinia ci si vanta tanto delle cantine, ma nessuno ha mai preso in considerazione l’apertura (o per lo meno di fare la proposta a tali aziende) di un punto degustazione di tali prodotti (un po’ come quello che c’è al Vulcano Buono dei Feudi San Gregorio).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma iniziamo dal micro per poi arrivare al macro.</p>
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		<title>Chieffo: «Dal Laceno la rinascita dell’Irpinia. Ecco il sistema per fare turismo»</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[15.05.2012, Ottopagine (di Mario Pennella) - «Con l’aiuto dei privati possiamo cambiare le sorti della nostra provincia». Spenti i riflettori sul Giro d’Italia, ora c’è da guardare avanti. Agli annunci che hanno preceduto la carovana rosa si attendono risposte concrete. Per quanto possa sembrare semplice, però, il difficile viene proprio ora. Smaltito il mese di duro lavoro che c’è dietro l’organizzazione di una tappa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>15.05.2012, Ottopagine </strong></span>(di Mario Pennella)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/giro-ditalia-laceno-20122.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23845 colorbox-23858" title="giro-ditalia-laceno-2012" src="http://www.palazzotenta39.it/public/wp-content/uploads/giro-ditalia-laceno-20122-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><strong>«Con l’aiuto dei privati possiamo cambiare le sorti della nostra provincia».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spenti i riflettori sul Giro d’Italia, ora c’è da guardare avanti. Agli  annunci che hanno preceduto la carovana rosa si attendono risposte  concrete. Per quanto possa sembrare semplice, però, il difficile viene proprio  ora. <span id="more-23858"></span>Smaltito il mese di duro lavoro che c’è dietro l’organizzazione di  una tappa del Giro d’Italia, bisognerà ripartire e seguire le direttrici  che la buona politica ha indicato quale strada maestra sulla quale  incamminarsi per consentire alla provincia di rialzarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo <span style="color: #ff0000;"> Chieffo</span> candida l’Irpinia per la 96esima edizione del Giro «prevedendo  un progetto complessivo, che coinvolga tutti i comuni interessati e le  loro risorse?Questo consentirebbe visibilità a tutta l&#8217;Irpinia».<br />
 <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giro d’Italia è stata un’ottima vetrina, ma ora?<br />
 </strong> «Adesso è necessaria l&#8217;opera di rilancio e promozione del territorio».<br />
 <strong> Si spieghi&#8230;<br />
 </strong> «C’è la necessità di far conoscere le risorse del territorio e le sue  potenzialità. Per fare questo bisogna proporre un progetto complessivo  che pone il Laceno come fulcro del polo turistico. Insomma l’altopiano  dovrà essere il punto d’arrivo delle direttrici collegate al turismo e  ai prodotti enogastronomici dell&#8217;Alta Irpinia».<br />
 <strong> Anche l’assessore regionale De Mita ha indicato il Laceno come perno per il rilancio del turismo in Irpinia.<br />
 </strong> «La Regione Campania, attraverso il vicepresidente e assessore al  Turismo, l’onorevole Giuseppe De Mita, ha indicato la strada da seguire,  dettando regole alle quali non si può derogare».<br />
 <strong> Cioé?<br />
 </strong> «Il discorso fatto da Giuseppe De Mita è da me condiviso, quando dice  che bisogna mettere un punto agli interventi a pioggia ovvero  concentrarsi nella realizzazione di progetti ad ampio respiro; l’altro  assunto fondamentale che De Mita pone come conditio sine qua non per il  rilancio dell’Irpinia è la individuazione delle direttrici da cui far  partire questi progetti».<br />
 <strong> Una di queste direttrici è il Laceno.<br />
 </strong> «L’Altopiano del Laceno è una di queste direttrici. È il fulcro per  creare attrazione turistica anche nelle zone adiacenti. Ma bisognerà  individuare una serie di direttrici, una per ogni area della nostra  provincia. Immagino a Montevergine come direttrice per il turismo  religioso o ad altre aree per il turismo enogastromico piuttosto che  quello legato alle bellezze archeologiche. Una volta individuate queste  direttrici bisognerà metterla a sistema, collegarle e creare una rete».<br />
 <strong> Sul piano concreto cosa serve?<br />
 </strong> «Bisogna immaginare degli interventi strutturali. Nel caso del Laceno  sono quelli già previsti dal nostro studio di fattibilità».<br />
 <strong> Cioè?<br />
 </strong> «I lavori di adeguamento delle seggiovie, le grotte, il recupero della  piana, il restyling dell’Albergo al lago, la realizzazione centro  polifunzionale. In poche parole rivalutazione e rilancio del  territorio».<br />
 <strong> Rivalutazione, rilancio, sviluppo&#8230;<br />
 </strong> «So dove vuole arrivare. Ce lo ripetiamo da tempo, ma ora è giunto il momento di dare una sterzata».<br />
 <strong> Come?<br />
 </strong> «Attraverso la programmazione, bisogna disegnare una serie di progetti,  programmarli e mettere in moto quel meccanismo che fino a questo momento  è mancato. Bisogna fissare i punti attrattori, riconoscere la vocazione  dei territori e assegnare a ciascuna area una direttrice».<br />
 <strong> Ci faccia un esempio.<br />
 </strong> «Bene. Quando parliamo di Laceno noi parliamo di montagna, quindi: neve,  acqua, grotte. Ma anche tartufo. Se parliamo di Taurasi o di Tufo  identifichiamo i territori con il vino. Ognuno deve avere una sua  specificità. A questo dobbiamo aggiungere tutte le altre peculiarità.  Quindi se facciamo riferimento alla Scuola Enogastronomia di Nusco, lì  dovrà nascere il laboratorio del gusto, dove si abbinano i cibi al vino.  È così che il territorio viene coinvolto nella sua interezza, è così  che si può e si deve creare una rete per offrire diverse aspettative».<br />
 <strong> Il Giro è stata una vetrina importante. C’è il rischio che partita la  carovana si spengano i riflettori e tutto torni come prima?<br />
 </strong> «Intercettare questa manifestazione, portarla in Irpinia a distanza di  un anno e dopo 14 anni fare rivivere questa esperienza al Laceno, è  stato importante. Ora, però, bisogna immaginare una vetrina permanente».<br />
 <strong> E il suo Comue lo sta facendo?<br />
 </strong> «Certo, la stiamo immaginando per il tartufo.?Siamo pronti ad ospitare  un convegno europeo e poi a realizzare un mercato stabile dell’Italia  meridionale».<br />
 <strong> E sul piano dell’accoglienza, c’è ancora da lavorare?<br />
 </strong> «Con il Giro d’Italia ha funzionato tutto bene e l’asticella è stata alzata di molto».<br />
 <strong> Non è mancato qualcosa?<br />
 </strong> «Cosa intende?»<br />
 <strong> Il Laceno si candida ad essere polo turistico. La mostra del tartufo fa  registrare migliaia di presenze. Ora il Giro. Eppure non siete presenti  nei circuiti di promozione turistica on-line? Non ritiene che anche  questo rientri nella qualità dell’offerta?<br />
 </strong> «Ha perfettamente ragione, però noi amministratori possiamo allestire la  vetrina, poi servono i bravi venditori. Serve una cultura dell&#8217;offerta e  dell&#8217;accoglienza. E coltivare la domanda».<br />
 <strong> In soldoni?<br />
 </strong> «I privati devono cogliere l’occasione, non può essere solo il pubblico  che tira la volata, per restare ancora al gergo del?Giro. Le fasi per la  progettazione sono alquanto lineari: politici e amministratori indicano  la direttrice e l’obiettivo da raggiungere, individuano gli interventi  strutturali e creano i presupposti per realizzare il sistema. Ma questo  necessita dell’intervento dei privati consorziati al territorio, che  devono diventare protagonisti».<br />
 <strong> Torniamo al Laceno e ai suoi progetti. Stazione sciistica, albergo al lago, area pic-nic. A che puntiamo siamo?<br />
 </strong> «Ci siamo mossi nella giusta direzione.?Certo non le nego che tutti  questi interventi necessitano, necessariamente, di un disegno più  organico del territorio dal punto di vista urbanistico. Però siamo a  buon punto. I fondi per la stazione sciistica sono stati sbloccati e  siamo in fase di ultimazione dell’iter e presto andremo anche al bando  per l’assegnazione dei lavori. Per la ristrutturazione dell’Albergo al  Lago attendiamo, a giorni, il parere della soprintendenza; per l’area  pic-nic e il centro polifunzionale siamo in attesa dei decreti di  finanziamento».<br />
 <strong> Ci sono in cantiere anche progetti per le attività sportive? Si può  immaginare di riproporre il Laceno come sede di ritiro per le squadre di  calcio?<br />
 </strong> «Ecco ritorniamo ai privati. In che senso? Gli allenamenti degli atleti  non sono più solo legati all&#8217;altura, ma anche ad una sistema  personalizzato di preparazione. Il che significa avere in dotazione una  palestra attrezzata. Ad oggi nessuno lo ha fatto, ma ci stiamo muovendo  anche in questa direzione. Nel frattempo, nel prossimo consiglio  comunale porteremo all’attenzione dell’Aula il progetto di un centro  sportivo per il tennis».<br />
 <strong> E il Laceno d’Oro, volano degli anni ‘50 del Laceno, che fine ha fatto?<br />
 </strong> «L’intenzione è quella di riprenderlo. Abbiamo la piena partecipazione  del Comune di Avellino e intendiamo richiamare la figura di Pier Paolo  Pasolini».<br />
 <strong> E la mostra mercato del tartufo?<br />
 </strong> «Vi aspettiamo in massa l’ultimo fine settimana di ottobre».</p>
<p style="text-align: center;">_________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">15.05.2012, Il Corriere</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><strong>Bagnoli, Chieffo: «Il Giro d’Italia per rilanciare il nostro territorio»</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’Irpinia ha salutato il Giro D’Italia con nostalgia sperando che, il  prossimo anno, lo possa riabbracciare sempre più forte. Quello del Lago  Laceno è un arrivo storico che ha ricordato la grande impresa di <strong>Marco Pantani</strong> del 1998 ed ha messo in mostra le bellezze della Provincia di Avellino  che non è soltanto crisi ed emergenze, ma anche uno straordinario  territorio ed ottimi prodotti locali che possono essere, secondo molti,  un modo di rilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Entusiasta il sindaco di Chiusano San Domenico <strong>Antonio Reppucci</strong>.<br />
 «Grande festa &#8211; dice Reppucci &#8211; e felici per la Pedalata mattutina. Aver avuto a Chiusano anche <strong>Francesco Moser</strong> è stata una grande gioia ed un grande onore. Lo voglio ringraziare a  nome di tutta la comunità perché non era sicura la sua presenza e so che  ha fatto di tutto per esserci. Francesco, come hanno avuto modo di  verificare i miei concittadini ed anche le tante persone non di Chiusano  accorse all&#8217;evento, è una persona molto semplice e davvero  simpaticissima. Un grazie va anche a <strong>Maurizio Fondriest</strong> ed a <strong>Silvia Manetti</strong> della Mediolanum per il prezioso contributo che ha fornito per far partire la pedalata da Chiusano».</p>
<p style="text-align: justify;">Felice e soddisfatto per come ha risposto il suo Comune ed il suo territorio il primo cittadino di Bagnoli  <strong>Aniello Chieffo.</strong><br />
 «Per noi il Giro d’Italia &#8211; dice &#8211; è stata una vetrina importante anche  per misurarci con una situazione del genere e provare a proporre il  nostro territorio in modo più compiuto. Abbiamo fatto tutti uno sforzo  dagli amministratori alle associazioni, agli operatori turistici fino  alla popolazione. Queste sono prove importanti che  creano una  tradizione ed un&#8217;abitudine sulle quali fondare un turismo sempre più  forte che dia una migliore offerta e grandi opportunità. Penso che  dobbiamo mantenere forte l’attenzione sull’offerta turistica perché  penso che, nonostante le tante difficoltà, ci sono margini di crescita e  l’Irpinia può ripartire alla grande».</p>
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