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“In nome del popolo italiano …”

14.05.2013, Articolo di Pasquale Sturchio

A proposito di … Giulio Andreotti.

In occasione della “precoce” dipartita di Giulio Andreotti “Il grande” vorrei riproporre un articoletto datato fine 2002 dal titolo altisonante “In nome del popolo italiano…”  Uno dei pilastri fondanti di uno Stato moderno è rappresentato dal potere giudiziario. La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro Potere. La Giustizia è amministrata in nome del Popolo ed i giudici sono soggetti soltanto alla Legge.

“La Legge è uguale per tutti” è la scritta che troneggia in ogni luogo deputato all’amministrazione della giustizia. Un tempo la Giustizia era una Dea, oggi …

L’anno 2002, che sta per essere archiviato, si è concluso con una sentenza giudiziaria emblematica per definire lo stato di salute della giustizia nel nostro Paese.

“Giustizia è sfatta” hanno titolato alcuni fra i maggiori organi d’informazione della carta stampata.

Il sette volte Presidente del Consiglio dei Ministri, titolare dei più svariati ministeri (quando non era Primo ministro), ieri deputato alla Costituente, oggi Senatore a vita, domani … Andreotti Giulio, l’incarnazione politica del Potere ( “il potere logora chi non ce l’ha” è il suo motto) è stato condannato (!!!) a ventiquattro anni per partecipazione esterna ad attività mafiose, come mandante politico dell’uccisione del giornalista Mino Pecorelli che si apprestava a pubblicare “qualcosa” che ha decretato la sua esecuzione. In primo grado, l’inossidabile Giulio era stato assolto dalla stessa imputazione, in appello il verdetto si è capovolto. Nell’attesa dell’ardua sentenza della cassazione, il terzo ed ultimo grado di giudizio ( il giudizio finale spetta comunque al … Padre Eterno che nella Sua infinita bontà e misericordia ha già perdonato questo Suo figliuol prodigo). La condanna in appello di Giulio Andreotti, emessa da un tribunale della Repubblica, in nome del popolo italiano, ha scatenato una valanga di commenti di esponenti dell’apparato politico-istituzionale che ha espresso solidarietà all’illustre Maestro: dal Capo dello Stato e Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ai presidenti di Camera e Senato, dalla maggioranza del Governo ai tanti esponenti dell’opposizione …

Commenti di disappunto, indignazione, stupore, sconcerto, trasalimento, dolore …

A me, semplice Cittadino della Res Publica, NON suddito delle istituzioni, mi vien da ridere!!!

La sentenza di Cassazione è già scritta. Inizia cosi: In nome del popolo italiano … e si conclude con … una risata generale!!!

Un tempo la Giustizia era una Dea, oggi è una parola … una parola vuota!!!

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P.S. Comunque, una preghiera per il “diabolico divo Giulio”

                                                                                                       

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