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Irpinia a secco, sos alla Regione: “Momento drammatico”

14.06.2017, La Repubblica.it (di Pierluigi Melillo)

Molti comuni senz’acqua, vertice urgente in prefettura. L’Alto Calore lancia l’allarme: “Emergenza senza precedenti, va ridiscusso l’accordo con la Puglia”.

emergenza-idrica-in-irpinia-2017Rubinetti a secco dalla sera fino al mattino, l’Irpinia ricca di sorgenti che fornisce l’acqua ai comuni della Puglia e del Napoletano si appresta a vivere l’emergenza idrica più grave degli ultimi anni. “Il momento è drammatico”, ammette Raffaello De Stefano, il presidente dell’Alto Calore, la società che gestisce il servizio idrico nei comuni di Irpinia e Sannio.

Il prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha voluto verificare nel corso di un summit con tecnici e amministratori le cause della nuova crisi idrica che ha determinato un drastico piano di razionamenti provocando vibranti proteste da parte dei cittadini. Un nuovo sos è stato lanciato alla Regione Campania perché “c’è la necessità – è stato detto – di diminuire la portata d’acqua verso la Puglia e Napoli e dirottarla in Irpinia”. “Bisogna rivedere gli accordi e ci servono i finanziamenti perché gli impianti sono fatiscenti – ha denunciato De Stefano al prefetto – . Abbiamo 30 litri al secondo in meno per la rottura di una pompa a Cassano e per giunta si registra un calo delle sorgenti senza precedenti. Purtroppo ci troviamo in questa situazione perché negli anni avremmo avuto bisogno di investimenti e di maggiore rigore nella gestione che purtroppo non ci sono stati”.

Per la verità, si preannuncia un’estate difficile anche per il Salernitano e la provincia di Caserta. Ma ora l’Irpinia spera di ottenere un tavolo di confronto con la Puglia per ridiscutere i termini dell’accordo. “Siamo davvero vivendo una situazione paradossale – spiega De Stefano – abbiamo sul nostro territorio il serbatoio idrico più importante dell’Italia meridionale e non possiamo usufruirne”. Nel corso del vertice in prefettura si è discusso anche dell’emergenza idrica nel Montorese, dove ci sono due pozzi idrici con una portata di 120 litri al secondo, fermi a causa dell’emergenza tetracloroetilene. Si attende solo il via libera dalle analisi dell’Asl dopo gli ultimi prelievi effettuati. 

                                                                                                       

1 Commento »

  • redazione scrive:

    Commento di Angelo Capone:
    Da decenni si ripropongono politiche predatorie con POZZI mal ubicati che stanno depauperando e abbassando le FALDE ACQUIFERE, NON politiche mirate strutturali per fornire di infrastrutture un territorio che non ha eguali nel raggio di centinaia di Kilometri. Fatelo sapere anche all’AQPUGLIESE che prende e lascia a NOI gli oneri e le mancate politiche di crescita economica nel rispetto dell’ambiente e delle acque che dobbiamo salvagurdare ( con grossiVINCOLI che frenano la nostra economia)per dare a LORO ACQUE PURE. Dobbiamo anche fare, gestire e manutentere i depuratori che al contempo intaccano falde episuperficiali e se mal ubicati incidono su SITI ARCHEOLOGIGICI e su DIRETTRICI IDROGEOLOGICHE di varia natura,derivazione e CIRCOLAZIONE. Presunti studi a CAPOCCHIA o per deduzioni non sempre vere come il POZZO di 300metri alle PITINITE che vide fatte prima le COSTOSE e NOCIVE CONDOTTE e poi il POZZO che risultò INERTE per non averne fatto uno PILOTApreliminare al resto. Altri TUBI giacciono ancora, in sfregio al Presidente PERTINI, in una CAVA MONTELLESE MAI RIPRISTINATA E resa come ogni logica di buona gestione del territorio VUOLE o VOGLIA…in un paese normale. Sranamente queste cose accadono pur senza condizionamenti camorristici che altrove possono essere addotti a discolpa. Tutto andrebbe fatto e programmato in funzioni VOCATIVE del territorio, previa studi,analisi e approfondimenti multidisciplinari, ma qui sono altre le logiche che hanno prevalso in tutto il dopoguerra, e quando si è creduto di fare qualcosa si sono messe le potenziali industrie( cattedrali nel deserto) (Inno all’atterraggio di Boing là dove c’era l’erba del parafrasato CELENTANO-30/40anni dopo e in età della consapevolezza ambientale) nel MIGLIORE(HUMUS) TERRENOagrario IRPINO e pergiunta su FALDA ACQUIFERA presente alla bassa profondità di 30m e in terreni non autodepuranti e perciò facilmente inquinabili.

    Commento di Angelo Capone:
    C.V.D. A quando le VERE POLITICHE di GESTIONE del TERRITORIO in chiave ambientale, preventiva, conservativa, RIMPINGUAMENTO, INVASI di ogni tipo: Ritenuta, regolatori, a perdere e…, per regimazione acque subaeree, superficiali e profonde , e per evitare disastri alluvionali al PIANO e CARENZE IDROPOTABILI alle SORGENTI e DEFLUSSO MINIMO VITALE ai FIUMI, in primis il CALORE che già volge alla SECCA estivo/autunnale non più tardiva. Urge DIGA per INVASO/Lago dell’ACERA/Mezzane Bsse sul fiumeLACINOLO- Utile per l’A.Val CALORE e per tre paesi: MONTELLA,BAGNOLIe CASSANOPONTEROMITO. E con regolazione per tutti a livello idropotabile al bisogno. Stesso discorso d’invasi nella Piana del DRAGONEendoreica da regimare e, rendere irrigua e sicura a vari livelli igienico-sanitari etc.

    http://www.palazzotenta39.it/public/lalta-valle-del-calore-acquedotti-e-tematiche-di-bacino/

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