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Laceno e il Giro: la tappa del 28 maggio 1976

17.05.2012, Articolo di Emanuele Di Capua (da “La Calzetta del Giro”, numero speciale del giornalino “Fuori dalla Rete” del 13.5.2012)

La storia

Il Giro d’Italia 1976, cinquantanovesima edizione della “Corsa Rosa”, si svolse in ventidue tappe. Fu vinto dall’italiano Felice Gimondi. A 34 anni Gimondi si aggiudicò il suo terzo Giro, vincendo il duello con De Muynck nella cronometro dell’ultimo giorno, sul circuito di Arcore. In questa edizione del Giro fu istituita la classifica giovani, che premiava il corridore di età inferiore ai 24 anni meglio piazzato nella classifica generale. In questa stessa edizione, prima volta nella storia, passò per Bagnoli Irpino per poi arrivare al traguardo fissato al Lago Laceno. La popolazione ne era entusiasta per questo nuovo evento che avrebbe coinvolto il nostro paese. La partenza si ebbe a Catania il giorno 21 maggio e l’arrivo fissato a Milano il giorno 22 giugno per un totale di 4161 km. Le tappe furono di vario genere, lunghezza e difficoltà.

28 maggio 1976: Ottava tappa Selva di Fasano- Lago Laceno

L’ottava tappa del giro d’Italia 1976 partì dallo zoo-safari di Selva di Fasano con centodieci concorrenti alle ore otto del venerdì 28 maggio 1976. All’inizio ci fu un attacco di Conati, Baronchelli e Rossignoli, subito placato da Rottiers e Moser. A 3 km da Noci vanno in fuga Rossi, Caiumi e Francioni seguiti da Algeri e poi Delcroix. Il traguardo regionale di Noci (km 27,9 ore 9:00) è vinto da Rossi. S’instaura la calma che dura fino al traguardo 131 Fiat presso il bivio di Genzano di Lucania dove ancora una volta s’impone Rossi beffando Fabbri e Bal alle ore 12.18. La metà del percorso viene superata alle 12:24 dal gruppo compatto. Allunghi isolati del corridore bagnolese Gatta, di De Vlaeminck e Trinchella. De Vlaeminck va in fuga a Rapolla (167.4km) seguito da Draux, Knudsen, Mendes e qualche metro addietro Prieto, Bortolotto e Perletto. A Melfi (km 172,6 ore 13.36) Oliva si aggiunge al gruppo di testa prevalendo su Perletto e Bortolotto. In contemporanea allungo di Conati e sorpasso di Delcroix su Panizza. De Vlaeminck e Draux arrivano soli in fuga a laghi di Monticchio con 35 secondi di vantaggio. A 50km dall’arrivo il vantaggio arriva a 58 secondi mentre Guardrini fu riassorbito. I due belga invece desistevano a 46 km dall’arrivo. A Lioni ( km 227,2; ore 14.55) Sercu precede Sorlini, Conati, Delcroix e Giuliani, il gruppo era a 100 metri di distanza. Subito dopo Sercu passa a condurre da solo ed il suo tentativo ebbe una breve durata. A 25 km dall’arrivo il belga precede di 15 secondi Pella e Antonini; il gruppo di 35 secondi. a Nusco (km 237.5; ore 15.12) il belga stacca di 25 secondi Caverzasi e di 55 secondi il resto del gruppo. A Bagnoli Irpino Caverzasi è a 44 secondi dalla lepre ed il gruppo a 1 minuto e 12 secondi. Dopo questa località, all’inizio della salita finale. Durante la salita è una lotta continua con De Muynck che passa in testa seguito subito da Sercu e Bellini. Pero quando la salita si fa più dura arriva lo scatto di Panizza raggiungendo De Muynck e quindi passando in testa. I due saranno raggiunti a 1.200 m dall’arrivo da De Vlaeminck che vincerà e alle sue spalle lo seguiranno Merckx, Gimondi, Bertoglio e Battaglin. Per quanto riguarda Moser perse terreno in salita e tagliò il traguardo 59 secondi dopo.

Laceno in rosa, gli eventi organizzati per l’occasione

Il ricordo del prof. Giuseppe Dell’Angelo: «Ricordo che ci fu una grande organizzazione da parte del Comune e furono offerti agli organizzatori dei prodotti locali, un libro sul coro ligneo che fu molto apprezzato dato che mostrava il massimo dell’arte bagnolese. Furono distribuiti volantini e souvenir. Si radunò sul Laceno un’immensa folla di gente proveniente da tutta la Provincia. La gente si posizionò anche sulla salita dove i ciclisti diedero spettacolo. Tra i tanti vi era Gimondi. Ricordo che i ragazzi delle scuole in ambiti locali recitarono poesie e fecero canti tradizionali. Fu stampata una cartolina per l’occasione e un delegato delle Poste fece fare anche un francobollo particolare in memoria di ciò. Fu in generale una giornata speciale per tutti. La tappa fu molto apprezzata dagli organizzatori per il tracciato ma soprattutto per il comportamento ordinato e attento degli spettatori che non crearono il minimo intralcio».

                                                                                                       

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