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Via Anisio e Chiesa Santa Margherita

27.04.2011, Articolo di Amalia Trillo (tratto da “Fuori dalla Rete”, n. 2 anno IV, Aprile 2011)

VIA ANISIO, “Agnisi” in dialetto bagnolese.

Strada dedicata a Giano ANISIO (1465-1540?) filosofo e scrittore dell’Accademia Pontaniana. Dimorò a Bagnoli Irpino, napoletano d’origine. Morì dopo il 1540 e molto vecchio. Visse, quindi, in un tempo fortunoso per l’Italia, del quale risentì gli effetti del quale portano l’impronta i suoi scritti. Ebbe una predisposizione per la poesia, lasciò quindi, Giurisprudenza e si dedicò a coltivare le belle arti. In una poesia racconta la nobile progenia della famiglia degli Anisii. La sua famiglia si spense, un sol fanciullo scampò a tanta strage; da questo ceppo la casa Anisio rigermogliò e Giano potè acquistare la villa Domitilla che apparteneva ai suoi cari. Fu prete ed ebbe un’abbazia. La sua ambizione era di poter essere annoverato nell’Accademia Pontaniana che allora fioriva in Napoli. Si ricorda la sua familiare cordialità con Troiano Cavaniglia, esimio mecenate ai tempi di Alfonso d’ARAGONA.

Il castello dei Cavaniglia era sempre aperto ai cultori delle Scienze e delle lettere. Le sue lunghe dimore in Bagnoli lo resero cittadino  bagnolese. In una poesia egli dette a Bagnoli l’ IPERBOLICO VANTO DI “Magion degli dei”. Ha introdotto per primo in Napoli, le satire, le sue poesie non hanno gran merito. Protogonos, tragedia singolarmente importante,fu giudicata bene dal Tallarigo.

Il Vallaro, invece, giudicava la tragedia noiosa ma poesie, satire ed epistole non meritano l’oblio dei posteri. Morì in Napoli e fu sepolto nella chiesa di S. Giovanni Maggiore. VIA Anisio, negli anni, ha subito varie trasformazioni, la ricordiamo con gli scalini e le così dette “VASOLE”. La nuova pavimentazione è molto scadente ha fatto perdere la sua ben definita  fisionomia.

CHIESA S. MARGHERITA

In  un angolo della piazza Leonardo Di Capua sorge questa chiesetta. Essa venne edificata verso la fine del secolo XVI  e prese il nome dalla pia contessa Margarita Orsini, madre del conte Troiano Cavaniglia. Venne poi ingrandita nel secolo seguente e terminata alla fine del sec XVIII. Nei primi tempi vi si tenevano i “PARLAMENTI PUBBLICI” che antecedentemente  si riunivano al largo Vallovana, divenne, in seguito la sede della Congrega dei morti. Secondo il Sanduzzi, nel 1807, vi sostò, per una notte, la salma di S. GULIELMO, quando sene fece il trasporto dal Goleto a Montevergine. Oltre al bel portale, si osservano sui muri laterali dell’interno, due affreschi molto deteriorati e quasi scomparsi. Sul soffitto un quadro rappresenta il Salvatore che riceve le anime del PURGATORIO, e sull’altare un altro quadro su tela con la Madonna delle GRAZIE CON DIVERSI santi con le anime del Purgatorio al centro. Di ambedue i quadri, di discreta fattura, non si conoscono gli autori. Vi si ammira un grazioso quadretto del LENZI: S. SCOLASTICA, DIPINTO nel 1879.

                                                                                                       

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