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“Il fatto” senza fatti

17.02.2012, Comunicato stampa dell’Amministrazione comunale di Bagnoli Irpino

L’otto febbraio scorso  il giornale “Il fatto quotidiano” ha pubblicato un articolo di commento sull’approvazione, da parte del Consiglio Regionale della Campania, di una legge sui maestri di sci. In esso si legge, tra l’altro, che in Campania vi è una sola stazione sciistica “neanche troppo frequentata” e che le piste da sci, per ora, “in Campania non ci sono”.

Noi, pur non essendo giornalisti professionisti, crediamo che non basti rispettare la famosa regola delle “cinque w” (Who?, What?, When?, Where?, Why?) per costruire un buon articolo. Pensiamo, anzi,  che l’ingrediente essenziale del buon giornalismo debba essere la verità  dei fatti. Tanto più per un giornale, come “Il fatto quotidiano”, abituato a fare le pulci alle istituzioni.

Ebbene, nel caso del Laceno, unica stazione turistica attrezzata della Campania, quali sono i fatti?

25 Km di piste; 2 sciovie; 2 seggiovie; 1 manovia; una ventina abbondante tra ristoranti e “Bed and Breakfast”; centinaia di posti letto negli alberghi dell’altopiano; attrezzature per il divertimento dei bambini, per l’equitazione, per lo sport. E lavori da appaltare, per 13 milioni e rotti di euro, per riamodernare e ampliare tutte le attrezzature e le dotazioni della località.

Il Laceno è meta, ogni anno, di centinaia di migliaia di presenze turistiche e, il 13 maggio 2012, sarà traguardo di tappa del Giro d’Italia (l’unico nel Sud Italia).

Ma dove vive, questo Andrea Postiglione autore dell’articolo? Cosa chiede ai suoi redattori il direttore Padellaro de “Il fatto quotidiano”?

Vendere più copie richiede sempre nuovi scoop, è chiaro. Ma i fatti e la verità, a volte, sono un’altra cosa.

Per questo invitiamo Postiglione e Padellaro a trascorrere un fine settimana sul Laceno e, nello stesso tempo, chiediamo loro, per penitenza, di non tornare , dopo questa prima volta, almeno fino a quando non troveranno il coraggio di chiedere scusa a Bagnoli Irpino, al Laceno e ai suoi operatori.

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L’antefatto …

La Campania vara una legge per regolamentare i maestri di sci (alpino)

(il Fatto Quotidiano – 08 febbraio 2012)

Antonia Ruggiero, consigliera regionale del Pdl, ci ha provato fino alla fine: “Lo dico da presidente della commissione che ha approvato all’unanimità quel testo di legge: rinviamo il voto”. Sapeva, lei che anche oggi è partita qualche ora prima del solito dalle innevate montagne avellinesi per arrivare in tempo in Consiglio, che votare quel testo il giorno dopo la dichiarazione di stato di emergenza in Campania e mentre in Irpinia un’altra donna – la seconda in poche ore – moriva assiderata era quantomeno inopportuno.

Ma di cambiare l’ordine dei lavori non c’è stato verso. Così, dopo quasi un mese di inattività, il Consiglio regionale campano si è riunito per approvare una legge che regolamenta la professione di ‘maestro di sci’. E non dello sci nautico, sia chiaro, ma di quello alpino. “Un provvedimento atteso da oltre vent’anni, che dà risposte concrete a esigenze altrettanto concrete”, ha dichiarato entusiasta Sandra Lonardo Mastella, moglie dell’ex Guardasigilli Clemente e consigliera Udeur firmataria della proposta. Che però non deve aver convinto del tutto, viste le polemiche che hanno seguito la votazione: due consiglieri del Pd usciti dall’aula per dissenso insieme ai colleghi del gruppo sono risultati comunque votanti, garantendo il numero legale che la maggioranza da sola non era riuscita a raggiungere.

Un piccolo caso, su cui i democratici annunciano ricorso dopo che la Giunta per il regolamento, a maggioranza, ha dichiarato comunque valido il voto garantendo per ora il via libera alla legge. “A chi ha osteggiato l’iniziativa, a chi ha ironizzato sull’opportunità di affrontare la votazione durante l’emergenza maltempo – ha detto la Lonardo insieme al collega di partito De Flaviis – rispondiamo che non vi sono leggi più o meno importanti. Questa offrirà opportunità di lavoro e di crescita professionale (oltre che sportiva) a tanti giovani”.

Ma quanti siano davvero gli aspiranti maestri di sci campani Sandra Lonardo non l’ha specificato: “Se fosse anche solo uno a trovare lavoro ne saremmo felici”. Quel che è certo è che il fortunato sarà poi comunque costretto a esercitare la professione altrove, visto che in Campania c’è solo una stazione sciistica neanche troppo frequentata, complice la concorrenza delle vicine e più note località abruzzesi. È lì, infatti, che vanno i campani amanti della neve e della montagna. Ed è sempre lì, non in Campania, che si è fatta le ossa pure Chiara Carratù, giovane sciatrice partenopea e nuova stella della nazionale italiana. Neanche lei, testimonial della Regione per volere del Governatore (e sciatore) Stefano Caldoro, quand’era piccola sceglieva l’appennino campano per sciare. I suoi genitori preferivano affrontare ogni giovedì un viaggio di due ore per trascorrere i weekend a Roccaraso, dove la giovane posillipina ha affrontato le sue prime discese e dove nel 2012 parteciperà ai mondiali juniores di sci alpino. Con la Campania nel cuore e sull’elmetto. Ma non sotto gli sci: per tornare a solcare le discese campane non c’è legge che tenga. C’è bisogno di neve (non di emergenze) e, soprattutto, di piste. E quelle, per ora, in Campania ancora non ci sono.

                                                                                                       

3 Commenti »

  • Lucarchitec scrive:

    Questo articolo va preso per quello che è: pura provocazione. La stazione di Laceno ha delle forti limitanti, che grazie a questo articolo sono state messe in luce. Io amo Laceno ma non si può negare che i Km di pista attualmente fruibili sono circa 8 (e non 25), gli impianti di risalita sono lenti e vecchi, non vengono mai fatti eventi di almeno moderato richiamo (nemmeno in alta stagione, a parte il Giro d’Italia che chissà come è avvenuto dopo 14 anni!), le piste vengono battute quando gli girano le scatole ai gestori delle seggiovie (a cui si dovrebbe fare una bella e grande ramanzina!), gli albeghi sono chiusi durante i giorni feriali (se ci fosse un mero ospite che vorrebbe fare una settimana bianca resterebbe a dormire sotto le stelle ed il gelo), non esistono bancomat, shopping, infopoint e quant’altro per far sentire il turista a casa, nè tantomeno esiste un servizio di trasporto pubblico per chi vuole lasciare l’auto a casa (senza magari inquinare). L’articolo serve a farvi aprire la mente.

  • marmotta scrive:

    Purtroppo sono daccordo con Luca, le critiche devono servirci a migliorare la qualità dei servizi/disservizi offerti.
    Per quanto riguarda i gestori delle seggiovie, dovrebbero capire che l’educazione e la cortesia sono la base di qualunque attività, soprattutto del turismo! Mandare a quel paese e offendere con estrema volgarità qualcuno che educatamente chiede se c’è un eventuale sconto per lo skipass per i bambini non è certo un’ottima pubblicità, così come entrare in un negozio e non sentire nessuno dei gestori dire ‘buongiorno’ oppure ‘grazie’!

  • Lucarchitec scrive:

    Potete fare tutti i progetti del mondo, ma se i gestori delle funivie sono così, non ci potete fare nulla!…Sono sgarbati e fanno fare brutta figura davanti ai turisti a tutto il paese di Bagnoli!..

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