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Profughi, studenti in visita al centro di accoglienza

24.04.2017, Il Mattino

Alunni-Castelfranci-in-visita-Centro-Accoglienza-Paternopoli-3Gli studenti delle scuole medie di Castelfranci in visita ad un centro di accoglienza per profughi. Il preside Arciuolo che era entrato in conflitto con le amministrazioni locali che non avevano accettato di aprire un centro, porta i suoi alunni ad un incontro con i richiedenti asilo.

La scuola non rinuncia al tema scottante dell’integrazione. Non cestina la lettera inviata dal preside Luciano Arciuolo ai comuni di Bagnoli, Nusco e Castelfranci. Non fa cadere nel dimenticatoio un argomento inpopolare ma sempre reale.

 Il dirigente scolastico aveva chiesto di aderire ad uno Sprar (servizi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per accogliere piccoli migranti e ripopolare le scuole. Gli amministratori hanno risposto picche, chi per convinzione, chi, forse, per risentimento non potendo rivendicare la primogenitura della proposta, chi per emulazione.

La vicenda ha suscitato polemiche ma anche riflessioni. Tant’è che alcune docenti della scuola di Castelfranci hanno voluto che i ragazzi facessero visita ad un centro di accoglienza, per vicinanza hanno scelto la struttura di Paternopoli che ospita circa 30 rifugiati.

Alunni-Castelfranci-in-visita-Centro-Accoglienza-Paternopoli-2Dopo aver chiesto ed ottenuto tutte le autorizzazioni del caso: sabato gli alunni di prima, seconda e terza media, si sono recati nel centro di accoglienza di Paternopoli. Li hanno incontrato gli ospiti, in maggioranza giovani provenienti dai paesi dell’Africa Sub Sahariana. Ragazzi che con l’aiuto delle insegnanti e di qualche traduttore hanno raccontato agli studenti di Castelfranci la fuga dalle guerre civili che insanguinano la loro terra, l’odissea sui barconi, lo sbarco sulle coste siciliane. Ogni persona si trascina dietro un bagaglio di vita fatto di disperazione, di fame, di guerra, di lacrime, di soprusi.

Ci sono stati momenti di grande intensità e commozione. Il preside Arciuolo ed un gruppo di docenti hanno già approntato un protocollo d’intesa riguardo ad un progetto che prevede per il prossimo anno scolastico l’insegnamento della lingua italiana agli ospiti del centro di accoglienza di Paternopoli.

Al momento si registra la disponibilità di alcuni insegnanti, pronti a dare il loro contributo due pomeriggi a settimana in maniera gratuita. Il progetto va perfezionato e sottoposto alle varie approvazioni burocratiche, ma quando c’è la buona volontà tutto diventa possibile.

24.04.2017, Ottopagine.it

A Paternopoli incontro tra rifugiati e alunni di Castelfranci

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pateronopoli-studfenti-incontrano-rifugiati-aprile-2017Non si fermano le attività della Casa del Contadino, il centro d’accoglienza per rifugiati nato a Paternopoli nei mesi scorsi sull’onda dell’emergenza che ha travolto anche l’Irpinia.

La struttura, voluta dal professore Alfredo Di Cicilia e gestita dalla coop New Family, infatti, è stata teatro di un incontro tra i rifugiati e gli alunni della Scuola Media di Castelfranci. Un incontro durante il quale gli ospiti della struttura hanno raccontato le proprie drammatiche storie al giovanissimo pubblico. L’obiettivo era quello di favorire la riflessione sul tema dell’esilio, in particolare, appunto, attraverso il contatto diretto con i rifugiati e l’ascolto delle loro storie di vita.

Gli ospiti della Casa del Contadino hanno raccontato agli alunni le peripezie vissute nel loro viaggio in Italia, rischiando la vita tra guerre, carneficine, terrorismo e tratta degli umani. Ragazzi che hanno abbandonato le famiglie, gli studi, gli amici. Che durante i viaggi dell’orrore sono stati derubati di soldi, documenti e dignità. Ora sono al sicuro per cercare di ricominciare una vita, nel tentativo di superare la paura di quella fuga dall’inferno.

L’incontro si è concretizzato con una partecipazione attiva degli alunni che hanno posto numerose domande agli ospiti, domande personali ed attinenti la famiglia, le emozioni vissute durante il viaggio e le prospettive future nel territorio italiano. Dall’incontro tra ospiti ed alunni è emerso un confronto costruttivo e di forti emozioni, per un immagine dell’immigrazione toccata con mano, al di là di semplici stereotipi, mettendo a disposizione dei bambini il lato più umano ed emotivo del fenomeno migratorio. Il racconto di testimonianze autentiche e di esperienze di vita è, infatti, comunicare un bagaglio di ricchezze che le nuove generazioni non possono fare a meno di avere.

Un incontro che, di fatto, da un lato ha arricchito i giovani alunni e, dall’altro, ha permesso ai rifugiati di far conoscere la propria storia.

                                                                                                       

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