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Terremoti: l’ultimo registrato al Laceno. Cima: “Normale attività”

09.02.2011, Irpinianews

Il centro CIMA (Centro Irpino per l’Innovazione nel Monitoraggio Ambientale) di Sant’Angelo dei Lombardi-Centro operativo di AMRA scarl, continua la sua attività di monitoraggio sismico del territorio volta ad ottenere informazioni sempre più complete e dettagliate sulla sismicità dell’Alta Irpinia, concentrando l’attenzione sugli eventi che si verificano lungo l’arco appenninico campano-lucano. Mediante la strumentazione di cui è dotato è in grado di registrare anche eventi di piccola magnitudo, non avvertibili dalla popolazione.

La stazione sismica SALI installata a Sant’Angelo dei Lombardi dal CIMA, che fa parte della rete sismometrica ISNet (Irpinia Sismic Network) ha registrato negli ultimi giorni diversi eventi con epicentro in Irpinia, tutti con magnitudo bassa o molto bassa ed uno (Santa Lucia di Battipaglia) nella piana del Sele. L’evento più forte è quello registrato nella zona della Baronia, domenica 6 febbraio 2011 (ML=2.6 Source ISNet) con epicentro Villanova del Battista, avvertito dalla popolazione e che ha fatto registrare alla stazione sismica SALI un PGA (picco di accelerazione) pari a 0.000116 g (un decimillesimo del valore dell’accelerazione di gravità). Gli eventi registrati non devono allarmare la popolazione, poiché rientrano nella normale attività della zona che come è noto rientra in un’area sismogenetica tra le più attive del Paese.

L’ultimo evento di magnitudo ML=1.3, che ha sprigionato un’energia troppo bassa per poter essere avvertita dalla popolazione, è stato registrato alle 12,20 circa del 9 febbraio, con epicentro Laceno. L’attività di monitoraggio sismico del Centro santangiolese rientra nel programma di attività che il CIMA sta portando avanti per favorire la diffusione della best practice per analizzare, osservare, controllare e mitigare i rischi ambientali naturali ed antropici, attraverso l’innovazione delle tecniche e delle procedure di osservazione in sito e la modellazione avanzata dei fenomeni responsabili di catastrofi naturali proponendosi come riferimento culturale delle comunità delle aree interne della Campania, per far crescere nella popolazione e nelle realtà produttive locali la consapevolezza dei rischi a cui il territorio è esposto, trasmettendo un messaggio positivo circa la possibilità di convivere con i rischi e trasformarli in occasioni di sviluppo.

                                                                                                       

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